Dai camion alle trincee in Ucraina: «Ferito due volte»
Intervista a Yuri Previtali, un trentenne che ha lasciato il suo lavoro in Italia per andare a combattere per Kiev. A Piacenza per raccontare la sua storia
Redazione Online
|8 mesi fa

Previtali - foto 4 ferrari
Trent’anni, bergamasco e una vita che sembra uscita direttamente da un romanzo. Anzi, non una vita, ma due. Perché fino a tre anni fa, Yuri Previtali divideva il suo tempo tra il lavoro da camionista e la famiglia. Poi lo scoppio della guerra in Ucraina e una scelta radicale: partire, da volontario, per combattere assieme all’esercito di Kyiv (Kiev).
Una scelta che Previtali ha cercato di spiegare ad un incontro pubblico - qui nella nostra città, a Piacenza - cui ha preso parte anche l’inviato di guerra, Claudio Locatelli ed era organizzato dall’associazione ucraina “Nadiya” e dal Mivu, cioè il Memorial International Volunteers for Ukraine.
Previtali ha raccontato la sua guerra senza filtri. La voglia fortissima di arruolarsi: siccome l’esercito ucraino non cercava soldati senza esperienza, lui all’inizio si è inventato di conoscere alcune armi: «E per capirci qualcosa, ho guardato su Google». Le medaglie: «Ne ho prese quattro in tre anni. Da ragazzo che guidava i camion, mi stupisco anch’io del livello cui sono arrivato».
I traumi: «La notte, devo prendere qualcosa per dormire». Gli amori: «Ho avuto alcune fidanzate in Ucraina; con loro non vorrei parlare di morte, di guerra, ma è difficile: la testa va sempre lì». E con la stessa schiettezza, Previtali si racconta a Libertà nell'intervista di Antonio Cavaciuti.
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