Donazioni e nero, evasione da 240mila euro per una badante: «A mia insaputa»
Indagine della Guardia di Finanza sui movimenti finanziari della collaboratrice domestica che aveva prestato assistenza ad una anziana
Redazione Online
|10 ore fa

Una collaboratrice domestica avrebbe evaso oltre 240mila euro di redditi in nero e donazioni non dichiarate. E' quanto rilevato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Piacenza a conclusione di un’attività ispettiva svolta nei confronti di una donna che aveva prestato assistenza ad una anziana.
L’attività investigativa, condotta dai finanzieri della Tenenza di Fiorenzuola nell’ambito del contrasto al riciclaggio di denaro, è stata svolta grazie all’incrocio delle banche dati in uso al Corpo, a mirate indagini finanziarie e all’acquisizione di informazioni presso familiari e conoscenti dell’anziana. Gli accertamenti hanno evidenziato come, nell’ultimo biennio di vita dell’anziana, la collaboratrice abbia beneficiato di bonifici bancari per un totale di circa 170.000 euro.
Tali trasferimenti, disposti con causali generiche quali «regalo» o «prestito», sono stati inquadrati come liberalità e, pertanto, ricondotti alla disciplina dell'imposta sulle donazioni, che è risultata non assolta. Parallelamente, le indagini hanno consentito di ricostruire un sistema di remunerazione irregolare: a fronte di un compenso ufficiale dichiarato di 600 euro mensili, la collaboratrice domestica percepiva ulteriori somme «fuori busta» di 2.500 euro mensili. Tali emolumenti hanno generato redditi imponibili non dichiarati ai fini Irpef per un ammontare complessivo di circa 75.000 euro.
L’analisi della posizione patrimoniale della collaboratrice domestica ha rivelato, inoltre, l'esistenza di una polizza vita del valore di 250mila euro, riscossa alla morte dell’anziana. Tale elemento, pur fiscalmente non rilevante, ha contribuito a delineare il complessivo quadro patrimoniale oggetto di approfondimento. Sulla base delle evidenze raccolte, la Guardia di Finanza ha avviato un controllo fiscale orientato alla contestazione delle violazioni in materia di imposte dirette e di imposta sulle donazioni.
«A mia insaputa». Così la donna ha tentato di giustificare le ingenti movimentazioni finanziarie a proprio favore, sostenendo che l'anziane fosse solita accreditarle somme generose, inclusa la polizza vita, di propria iniziativa e senza alcuna sollecitazione da parte della collaboratrice. L’intervento testimonia l'impegno profuso dalla Guardia di Finanza nel monitoraggio delle operazioni sospette e nel contrasto agli illeciti di natura tributaria a tutela degli interessi dell’Erario e della legalità economico-finanziaria.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Buca "killer" sullo svincolo autostradale, pneumatici squarciati per oltre 20 mezzi
2.
Storie di voi, il sogno di Mauro e Grazia tra galline felici e funghi Shiitake
3.
Ferriere, oltre 300 escursionisti illuminano il Crociglia contro il parco eolico
4.
Incappucciati tentano di rapinarla in auto, lei urla e li mette in fuga, un vicino filma tutto

