Farmacie comunali, quaranta lavoratori in sciopero

«Il contratto è scaduto da ormai un anno e mezzo e la trattativa si è bloccata su professionalità e aumento salariale»

Elisabetta Paraboschi
|2 ore fa
Il presidio dei sindacati
Il presidio dei sindacati
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A Piacenza sono una quarantina i lavoratori delle quattro farmacie comunali che ieri sono state al centro dello sciopero proclamato nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto collettivo Assofarm applicato al personale dipendente dalle imprese gestite o partecipate dagli enti locali che operano in farmacie, parafarmacie, magazzini farmaceutici all’ingrosso e laboratori farmaceutici. 20 sono dipendenti, gli altri sono partite iva impiegate nelle strutture presenti in via Manfredi, in corso Europa, alla Caorsana e a Roncaglia.
«Il contratto è scaduto da ormai un anno e mezzo - tuona Chiara Ferrari della segreteria della Filcams Cgil Emilia Romagna davanti alla farmacia di via Manfredi dove si è svolto il presidio sindacale - e la trattativa si è bloccata su due elementi cardine: la professionalità e il riconoscimento della farmacia dei servizi e ovviamente l'aumento salariale».
La richiesta da parte di Filcams Cgil è dunque quella di «riconoscere quell'aumento che serve alle farmaciste e ai farmacisti per avere una retribuzione dignitosa».
A fare eco a Ferrari è stato anche il segretario di Filcams Piacenza Marco Pascai che proprio pochi giorni fa, in una nota indirizzata al Comune e ai vertici di Farmacie Comunali, li aveva invitati a «seguire con attenzione l’evoluzione della vertenza e di sostenere, nell’ambito delle prerogative istituzionali, ogni utile sollecitazione volta a riaprire un confronto serio e responsabile, capace di riconoscere il valore del lavoro svolto nelle farmacie comunali e di offrire risposte adeguate alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori».
Presenti anche i rappresentanti di Fisascat Cisl, Ugl e Uil.