Festa della Liberazione. Il protocollo non concede “Bella ciao” all’Anpi
Redazione Online
|5 anni fa

A volte basta una canzone a “rovinare” la Festa d’aprile. Il casus belli è rappresentato da “Bella ciao”, eseguita alla fine della cerimonia istituzionale al sax dal sindaco di Agazzano Mattia Cigalini davanti al sacrario dei caduti in piazza Cavalli, ma richiesta dall’Anpi anche durante la celebrazione ufficiale. La proposta è stata discussa, ma alla fine la scelta è stata di far eseguire a Cigalini il “Silenzio” durante la cerimonia istituzionale: “A noi spiace che il Comune di Piacenza abbia preferito non farla eseguire perchè “Bella ciao” è l’inno nazionale della Resistenza che è la base istituzionale della Repubblica” chiarisce il presidente di Anpi, Stefano Pronti.
“Tradizionalmente “Bella ciao” si è sempre suonata nel corteo, durante la sfilata che da piazzale Genova portava in piazza Cavalli lungo corso Vittorio Emanuele – è il chiarimento arrivato da Palazzo Mercanti – non ha mai fatto parte della cerimonia istituzionale”.
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