Grandinata nel Piacentino, «dialogo con Lombardia per stato d'emergenza»

Mentre prosegue la conta dei danni per la violenta grandinata di venerdì, ci sono gli estremi perché il governo deliberi lo stato di emergenza

Paola Brianti
Paola Brianti
|1 ora fa
I danni della grandine e il presidente De Pascale
I danni della grandine e il presidente De Pascale
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«Per superare il dato meramente regionale sui danni della grandinata del 28 luglio stiamo dialogando con la Regione Lombardia e aderiremo alla richiesta di stato di emergenza avanzata dal presidente Attilio Fontana»: così il presidente Michele de Pascale ricostruisce a che punto siamo dopo le telefonate con i sindaci del Piacentino e i contatti, continui, con la struttura tecnica della protezione civile della Lombardia.
«Se i danni complessivi sono ingenti - continua de Pascale - e purtroppo ci sembra che sommando le aree lo siano, ci sono anche le condizioni perché il governo deliberi lo stato di emergenza», un provvedimento atteso da tutti i sindaci dei paesi colpiti. «Abbiamo avviato già da sabato mattina la ricognizione dei danni - prosegue il presidente - ma per ottenere fondi è necessario superare il dato regionale e quindi procedere alla richiesta. I presupposti ci sono, l’evento è lo stesso». Un disastro meteo che non conosce confini, ed è per questo che sono previsti anche nelle prossime ore vertici tra Emilia-Romagna, Lombardia e il dipartimento di Protezione civile per far scattare la richiesta congiunta al governo. L’unione aiuta e non è la prima volta che accade: «Sull’alluvione - ricorda de Pascale - abbiamo condotto battaglie di cui hanno beneficiato anche Toscana e Marche». Il presidente manda poi un messaggio a tutte le zone colpite: «Ai sindaci, tra tutti Gian Luigi Molinari, con cui mi lega una profonda amicizia, vorrei dire che la Regione non li lascerà soli. A Piacenza per mesi l’argomento che ha tenuto banco è stata la siccità, ma dobbiamo guardarci anche da quest’altro fronte, essere pronti agli eventi più estremi. Abbiamo investito tanto sulla difesa del territorio e delle produzioni agricole, soprattutto ortofrutticole. Siamo in prima fila». 
Nel frattempo, prese d'assalto le agenzie assicurative dopo la violenta grandinata di venerdì.