Il rudere dei monaci pericolante e all’asta. Le famiglie preoccupate: «Rischia di crollare»
Il destino di quella palazzina è tutt’altro che semplice, anche perché dietro il rudere c’è una storia che affonda le radici nel passato di questa porzione di territorio lungo il Trebbia
Marcello Pollastri
|1 mese fa

Un edificio fatiscente, alto e ormai in gran parte infestato da vegetazione e topi, che incombe proprio accanto ai cortili dove giocano i bambini. È questa la situazione che da tempo preoccupa una ventina di famiglie residenti in alcuni complessi condominiali nella zona di via Emilia Pavese, a Sant’Antonio, a pochi passi dal ponte sul Trebbia e praticamente al confine con il territorio di Rottofreno. Nei giorni scorsi la preoccupazione è diventata tale da spingere i residenti a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno effettuato un sopralluogo e transennato la zona prospiciente il cortile condominiale.
Una delimitazione che, naturalmente, non ha risolto il problema ma che ha aumentato la percezione di una situazione che i residenti considerano ormai non più rinviabile. Soprattutto perché sotto quella vecchia struttura, a ridosso delle palazzine, ci sono gli spazi comuni utilizzati quotidianamente dalle famiglie e dai bambini. Il timore è legato alle condizioni dell’edificio, ma anche alla fitta vegetazione che lo circonda e che rende ancora più difficile verificare lo stato effettivo del manufatto e dell’area circostante.
La vicenda è conosciuta da tempo anche dall’amministrazione condominiale. L’amministratrice ha più volte scritto al Comune per segnalare la situazione e chiedere che venga individuata una soluzione. Ma il destino di quella palazzina è tutt’altro che semplice, anche perché dietro il rudere c’è una storia che affonda le radici nel passato di questa porzione di territorio lungo il Trebbia.

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