Interventi sull'Arda a Villanova, la Regione chiede oltre 2 milioni al ministero
Da Piacenza a Rimini, i lavori proposti sono suddivisi per tipologia: alluvione (13,6 milioni di euro), frane (6,5 milioni di euro) e tutela della costa (8,1 milioni di euro)
Redazione Online
|7 ore fa

L'Arda dal ponte lungo la SP588R, in centro a Villanova
Casse di laminazione, ripristino di argini, opere idrauliche. Adeguamento di scogliere lungo il litorale marino, interventi di prevenzione e mitigazione del rischio frane in Appennino. La Regione Emilia-Romagna candida dieci interventi, da Piacenza a Rimini, al finanziamento del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico 2026 del Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica). La proposta ammonta a 28,2 milioni di euro di lavori (a fronte di risorse ministeriali per 27,1 milioni di euro), suddivisi per tipologia di dissesto: 13,6 milioni di euro per l’alluvione, 6,5 milioni di euro per frane e 8,1 milioni di euro per la costa.
«Candidiamo una serie di interventi al finanziamento statale, in attesa che l’Autorità di bacino del fiume Po completi le sue valutazioni- commenta la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini-. Parliamo di opere che coprono quasi tutto il territorio regionale - dall’Appennino alla costa - strategiche per la prevenzione del dissesto, la tutela dell’ambiente e per la protezione di cittadine, cittadini, imprese e infrastrutture. Sono tutti ambiti- conclude Rontini- su cui la Regione ha rafforzato in modo significativo il proprio impegno, in un confronto costante con le amministrazioni e gli enti territoriali».
In provincia di Piacenza selezionato l’intervento di consolidamento, ripristino e nuova realizzazione di opere idrauliche sul torrente Arda, nel Comune di Villanova sull’Arda, per il quale la Regione richiede al ministero 2,2 milioni di euro. La tipologia di dissesto è l’alluvione. Per gli interventi di mitigazione del rischio franoso in località Pecorara - Alta Val Tidone, la Regione richiede invece al ministero 1,5 milioni di euro. La tipologia di dissesto è la frana.
La Regione ha aggiornato i progetti già presenti sulla piattaforma ReNDiS-web – l’archivio informatizzato di tutti gli interventi per la salvaguardia dal dissesto idrogeologico –, oltre a inserirne di nuovi, completando così la Fase 1 di validazione, come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 settembre 2021. In attesa della conclusione della Fase 2 di valutazione, di competenza dell’Autorità di bacino del fiume Po, la Regione ha sottoposto al ministero una graduatoria provvisoria degli interventi da finanziare, che include progetti con punteggi definitivi e altri in attesa di valutazione. Tra gli interventi proposti c’è una richiesta di integrazione finanziaria di 4,4 milioni di euro per la cassa di laminazione del torrente Lavino (nel comune di Zola Predosa, nel Bolognese), legata all’aggiornamento tecnico-economico del progetto originario, e un intervento di difesa della costa a Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena (importo 1,7 milioni di euro), già beneficiario del Fondo progettazione, in modo da liberare risorse per ulteriori, future programmazioni sul Fondo stesso. Gli interventi candidati al finanziamento statale dipendono dall’applicazione di una metodologia prevista dalla normativa in vigore, in tema di programmazione statale. Per quanto riguarda, poi, il territorio della provincia di Modena, ci sono già numerosi interventi finanziati con risorse ingenti, messe a disposizione per la ricostruzione dopo le alluvioni del 2014 e del 2020. Situazione analoga per il Ravennate: oltre alla realizzazione di opere finanziate dopo le alluvioni del 2023 e 2024, sarà interessato dalla programmazione prevista dal decreto 65 del 2025, che ha stanziato 1 miliardo di euro per i territori colpiti.


