La Regione ribadisce: "Inceneritore chiuso nel 2020, tariffe rifiuti stabili"
Redazione Online
|12 anni fa

Inceneritore di Borgoforte chiuso nel 2020, nel frattempo nessun aumento della tariffa rifiuti per i piacentini.
Lo ha messo nero su bianco la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale piacentino di Forza Italia, Andrea Pollastri.
“Il Piano regionale di gestione dei rifiuti – si legge – prevede per il termovalorizzatore di Piacenza una capacità di trattamento pari a 120.000 tonnellate all’anno sino al 2020, data in cui è prevista la cessazione del conferimento di rifiuti urbani. Considerato che il materiale trattato da Tecnoborgo rimarrà uguale e che la componente della tariffa dei rifiuti urbani che rappresenta i puri costi di trattamento e smaltimento è calata del 5,1% rispetto al 2013 – ha aggiunto – non vi sono gli elementi per ipotizzare un rincaro”. Se i rifiuti conferiti invece di rimanere costanti fino al 2020, diminuissero, fatto salvo il permanere costante dei costi fissi della gestione dell’impianto, si avrebbe un maggior onere a carico dei contribuenti piacentini che era stimato tra 1,8 e 2,4 milioni di euro. Ipotesi al momento scongiurata.
Non manca però un’ultima precisazione della Saliera: “Attualmente non è possibile sapere a quanto ammonterà la tariffa 2015, in quanto ci sono ancora troppe variabili da definire da parte di Atersir, ente di riferimento di Comuni e Province per la regolazione di settore”.
Lo ha messo nero su bianco la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera rispondendo a un’interrogazione del consigliere regionale piacentino di Forza Italia, Andrea Pollastri.
“Il Piano regionale di gestione dei rifiuti – si legge – prevede per il termovalorizzatore di Piacenza una capacità di trattamento pari a 120.000 tonnellate all’anno sino al 2020, data in cui è prevista la cessazione del conferimento di rifiuti urbani. Considerato che il materiale trattato da Tecnoborgo rimarrà uguale e che la componente della tariffa dei rifiuti urbani che rappresenta i puri costi di trattamento e smaltimento è calata del 5,1% rispetto al 2013 – ha aggiunto – non vi sono gli elementi per ipotizzare un rincaro”. Se i rifiuti conferiti invece di rimanere costanti fino al 2020, diminuissero, fatto salvo il permanere costante dei costi fissi della gestione dell’impianto, si avrebbe un maggior onere a carico dei contribuenti piacentini che era stimato tra 1,8 e 2,4 milioni di euro. Ipotesi al momento scongiurata.
Non manca però un’ultima precisazione della Saliera: “Attualmente non è possibile sapere a quanto ammonterà la tariffa 2015, in quanto ci sono ancora troppe variabili da definire da parte di Atersir, ente di riferimento di Comuni e Province per la regolazione di settore”.
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