Per combattere la Peste suina, lavoro di squadra tra regioni confinanti
Redazione Online
|4 anni fa

Rimane alta l’allerta nel territorio regionale, a causa del rischio di propagazione del virus della Peste suina africana. Negli scorsi giorni sono stati riscontrati i primi casi di contagio nelle province di Alessandria e Genova. Per ora, nel territorio di Piacenza e in tutta l’Emilia-Romagna non si contano casi di contagio, ma l’obiettivo della Regione è fare il possibile per ridurre il rischio attraverso una mappatura precisa delle zone a rischio.
La malattia, che colpisce suini e cinghiali (non è trasmissibile all’uomo) potrebbe rappresentare un grave danno economico per le aziende che operano nel settore della zootecnia (comparto che vale più di 300 milioni di euro). Anche per questo, l’Emilia-Romagna – in accordo con le regioni confinanti Lombardia e Toscana e sulla base delle indicazioni dell’Unità di crisi nazionale del Ministero della Salute – ha deciso di emanare un’ordinanza a firma del presidente Stefano Bonaccini per sospendere alcune forme di caccia al cinghiale nelle due province più a rischio: Piacenza e Parma.
La disposizione prevede la sospensione dell’attività venatoria nei comuni di Zerba e Ottone e un blocco della caccia collettiva al cinghiale (braccata e girata), della caccia vagante con l’ausilio di cani e delle attività di “controllo” del cinghiale in forma collettiva nel restante territorio delle province di Piacenza e Parma.
Inoltre, la Regione ha comunicato l’intenzione di “rafforzare la sorveglianza sul cinghiale anche attraverso l’esecuzione di battute di ricerca attiva delle carcasse; incoraggiare le macellazioni dei suini negli allevamenti familiari, intensificare la vigilanza sulle movimentazioni degli animali sensibili e incrementare la vigilanza e la verifica delle condizioni di biosicurezza degli allevamenti”.
“Stiamo lavorando a un approccio unico tra le Regioni interessate – hanno spiegato gli assessori Raffaele Donini e Alessio Mammi – per questo l’Emilia-Romagna ha deciso di istituire un’unità di crisi ad hoc, coordinata con le disposizioni del Ministero della Salute. Tutte le informazioni a riguardo delle azioni messe in atto sono consultabili sul sito della Regione.
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