Pochi parcheggi per chi lavora in ospedale: «Pomeridiano, problema sicurezza»

L’area riservata è insufficiente. Così c’è chi lascia l’auto lontanissima, magari partendo da casa 90 minuti prima di iniziare il turno

Elisa Pagani
|12 ore fa
Una immagine notturna del parcheggio di via XXI Aprile, gli infermieri lamentano mancanza di sicurezza e di posti auto - FOTO MARCO GRISOLI
Una immagine notturna del parcheggio di via XXI Aprile, gli infermieri lamentano mancanza di sicurezza e di posti auto - FOTO MARCO GRISOLI
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«La questione economica è minore. Qui c’è un problema di sicurezza ». È unanime il coro delle voci di alcune dipendenti dell’ospedale Guglielmo da Saliceto. Al centro della discussione c’è la difficoltà a trovare parcheggio nell’area del proprio luogo di lavoro. Ormai un impegno quotidiano che precede ogni turno pomeridiano in corsia, la ricerca di un posto auto libero si svolge tra Cantone del Cristo, Via XXI Aprile, Via Anguissola, Piazzale Torino e persino Via Emilia Pavese. «Si inizia a lavorare alle 14, ma la situazione attuale richiede di partire di casa anche un’ora e mezza prima racconta una dipendente - ogni giorno mi accontento di lasciare la mia auto nei posti blu a piazzale Torino; questo quando ho fortuna. Sono tornata da poco dalla maternità e ho riscontrato un ulteriore peggioramento di un problema già ingestibile ».
L’ospedale dispone di un parcheggio riservato ai dipendenti, che però non fornirebbe posti auto sufficienti per tutti coloro che coprono il turno pomeridiano: «quella è una battaglia persa in partenza - specifica un’altra dipendente -. Nei giorni più difficili mi è capitato di dovere attendere l’uscita di qualche cliente di un supermercato collocato tra Via Emilia Pavese e Piazzale Torino, per poter parcheggiare lì e iniziare il mio turno ospedaliero in orario. Pagare i parcheggi blu? Noi dipendenti godiamo di una tariffa agevolata che io, quando ne trovo di accessibili, pago come tutti i miei colleghi. Vorremmo però poter parcheggiare più vicini al nostro luogo di lavoro».
Il problema principale, però, rimane quello della sicurezza, che tocca le donne che ogni giorno lavorano in ospedale. Il turno pomeridiano, infatti, termina alle 21, col buio la distanza dalla propria auto si fa sentire ancora di più. Chi può, chiede aiuto ai familiari per farsi venire a prendere o per spostare il mezzo più vicino all’ingresso dopo l’ora di punta nel tentativo di ridurre la distanza da percorrere; non tutti, però, dispongono di questa possibilità. « Poco tempo fa, mentre tornavo a piedi verso la mia auto, ho persino trovato le luci stradali spente - racconta una dipendente - sempre nella stessa occasione, mi sono sentita osservata da un uomo. Non è successo nulla, ma l’ansia è sempre tanta».
Fortunatamente, la solidarietà tra colleghe non manca: ogni sera, chi ha parcheggiato più vicino dà un passaggio alle altre per evitare che rimangano da sole. Una situazione insostenibile, a cui non mancano le possibili soluzioni: «C’è chi ha pensato a una navetta - propone qualcuno - potrebbe fare la spola dall’ospedale fino ai parcheggi più distanti, come quelli di via Anguissola. Basterebbe dalle 21 alle 23 per incentivare le persone a parcheggiare anche lì senza timore di dover percorrere la strada a piedi di sera».