Piacenza, allarme lavoro: oltre metà delle assunzioni introvabili

Secondo Unioncamere il 53,9% delle assunzioni previste nel 2026 sarà difficile da coprire. Le imprese: mancano tecnici, autisti e operai specializzati

Thomas Trenchi
|17 ore fa
Piacenza, allarme lavoro: oltre metà delle assunzioni introvabili
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Carenza di manodopera nelle aziende piacentine: è uno dei temi più urgenti per il tessuto economico locale, che ogni giorno fatica a reperire personale qualificato, soprattutto in ambito tecnico. A Piacenza e provincia oltre metà delle assunzioni previste per il 2026 sarà difficile da coprire: il 53,9% dei posti riguarda figure per cui mancano candidati con esperienza adeguata, secondo Unioncamere.
Le difficoltà emergono con chiarezza dalle imprese. La F.lli Varani, attiva nel soccorso stradale ma anche in riparazioni, gomme e noleggio, cerca da tempo carrozzieri, meccanici e autisti, ma la manodopera esperta è sempre più rara. «Il fabbisogno reale sarebbe di avere più carrozzieri, più meccanici e più autisti per il soccorso stradale. Ne servirebbero quasi una decina in più» spiega la titolare Barbara Varani. Problemi simili anche in Acem, azienda piacentina specializzata in cablaggi e quadri elettrici. Qui si guarda alla crescita, ma manca il personale qualificato. «Le ambizioni dei giovani sono cambiate e trovare figure tecniche è sempre più complicato», osserva l’amministratore Andrea Ferri.
Nel trasporto persone, Autoservizi Rossi Pietro fa sempre più affidamento su autisti pensionati per coprire turni festivi e notturni. «Di giovani si fa fatica a trovarne» osserva Alessandro Rossi. L’età media supera i 55 anni e dal territorio arrivano poche nuove leve, segno di una difficoltà strutturale che coinvolge l’intero sistema economico locale.
Anche Cna Piacenza, associazione che rappresenta le imprese artigiane del territorio, conferma che «il tema più sentito dalle aziende è quello della carenza di manodopera tecnica e professionale». A dirlo è la presidente Cristiana Crenna: «L'inverno demografico, la fuga verso l'estero dei nostri giovani talenti e l'offerta formativa non in linea con le esigenze del mondo del lavoro stanno compromettendo la tenuta del nostro sistema produttivo».
Secondo il direttore Enrica Gambazza, le figure professionali più richieste e difficili da reperire sul mercato del lavoro sono «autisti per autotrasporto merci e per trasporto persone, operatori della metalmeccanica come tecnici, saldatori, tornitori, fresatori, carpentieri, oltre a meccatronici, carrozzieri ed elettrauti. Senza dimenticare parrucchieri ed estetiste e figure in ambito edile quali geometri, manovali, muratori, operai qualificati, e anche impiegate contabili per le aziende».
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