"Ricordo mia madre sempre giovane". Era una delle 47 vittime della Pertite
Redazione Online
|6 anni fa

I bambini di Piacenza giocavano in strada mentre i nonni riposavano in quel caldo pomeriggio dell’8 agosto 1940. I genitori erano al lavoro per poter mantenere la famiglia. Alle 14.42due scoppi squarciarono il cielo
, il fumo e la polvere offuscarono la città. L’esplosione sventrò la Pertite, la fabbrica di caricamento proiettili di via Emilia Pavese: 47 i morti, oltre 500 i feriti, ancora ignote le cause. “Ricordo mia mamma sempre giovane e bella” dice la piacentina Bianca Rossi che ogni anno si reca in piazzetta Pescheria davanti al sacrario in cui il Comune organizza la cerimonia di commemorazione alla presenza delle autorità locali.
Di lavoro si continua a morire e i dati sono tristemente in aumento. “Lo Stato, le aziende e i lavoratori devono fare di più per la sicurezza, solo così possiamo attenuare questa piaga” ha commentato Bruno Galvani, consigliere nazionale di Anmil. L’8 agosto ricorre la Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro italiano nel mondo, in ricordo dei 136 minatori italiani che persero la vita nella miniera belga di Marcinelle, nel 1956.





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