Rincari, a Piacenza luce e gas aumentati del 10%. Calano i prezzi alimentari
L'analisi del Codacons, che ha elaborato la mappa regionale dei rincari sulla base degli ultimi dati Istat sull’inflazione
Redazione Online
|2 ore fa

L’Emilia-Romagna si conferma la regione più virtuosa d’Italia sul fronte dell’andamento di prezzi e tariffe legati a energia, trasporti e alimentari. È quanto emerge dall’analisi del Codacons, che ha elaborato la mappa regionale dei rincari sulla base degli ultimi dati Istat sull’inflazione. Secondo l’associazione, la crisi internazionale e le tensioni sui mercati energetici continuano a incidere sui prezzi, ma con differenze significative tra territori. I comparti maggiormente interessati dagli aumenti restano quelli dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari, anche se alcune province risultano più esposte di altre.
Tra queste, Piacenza si colloca in una posizione favorevole, con incrementi inferiori rispetto alla media nazionale nei principali settori analizzati.
Energia: a Piacenza rincari del +10,1% per elettricità, gas e combustibili - Nel settore di elettricità, gas e altri combustibili, gli effetti delle tensioni internazionali si sono tradotti in aumenti diffusi delle tariffe. A giugno la crescita media nazionale è stata del +11,2% su base annua. Piacenza registra un incremento del +10,1%, quindi inferiore alla media italiana. La provincia si colloca lontana dai valori più elevati rilevati a Vicenza, dove i prezzi energetici sono cresciuti del +15,3%, seguita da Caserta, Padova e Belluno con +14,4%. Nella parte più contenuta della graduatoria si trovano invece Teramo (+8,5%), Genova (+8,6%), Reggio Emilia (+8,6%), Ravenna (+8,8%) e Modena.
Trasporti: Piacenza tra le province con gli aumenti più contenuti (+3,9%) - Anche sul fronte dei trasporti Piacenza presenta una dinamica più favorevole rispetto ad altre realtà italiane. La media nazionale degli aumenti a giugno è stata del +4,7%, mentre nella provincia piacentina i rincari si sono fermati al +3,9%. Gli incrementi più elevati si sono registrati a Reggio Calabria (+7,1%), Cosenza (+6,6%), Napoli (+6,6%) e Olbia-Tempio (+5,8%). In Emilia-Romagna le variazioni più basse riguardano Reggio Emilia (+3%), Parma e Bologna (+3,2%).
Alimentari: Piacenza unica tra le province dove i prezzi scendono (-0,1%) - Il dato più significativo riguarda però il comparto alimentare. Per prodotti alimentari e bevande analcoliche, Piacenza si trova tra le poche province italiane in cui i prezzi risultano addirittura in calo rispetto allo scorso anno. A giugno, infatti, i listini alimentari piacentini hanno registrato una variazione del -0,1% su base annua, lo stesso valore rilevato a Ravenna. Firenze, invece, ha segnato una variazione nulla (0%). All’opposto, gli aumenti più consistenti si sono verificati a Bolzano (+3,6%), Napoli e Siracusa (+3,5%), Terni e Messina (+3,3%).
Nel complesso, i dati confermano per Piacenza un quadro di maggiore stabilità rispetto a molte altre province italiane: rincari energetici sotto la media nazionale, trasporti contenuti e una dinamica dei prezzi alimentari tra le più favorevoli del Paese.

