Roberto Livi: «Cuba è in ginocchio. Non va dimenticata»

Il giornalista e corrispondente per Il Manifesto sarà ospite stasera della rassegna culturale "Resistenza in festa”

Valentina Paderni
|1 ora fa
Havana, Cuba, 22 August 2026.  EPA/Ernesto Mastrascusa© ANSA
Havana, Cuba, 22 August 2026. EPA/Ernesto Mastrascusa© ANSA
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Cuba è in ginocchio. La politica messa in atto dal presidente degli Usa Donald Trump per controllare l’arcipelago dell’America centrale sta mettendo a dura prova l’isola intera. Il giornalista Roberto Livi, corrispondente per Il Manifesto, vive a Cojímar, ad est dell’Avana da fine 2009. È rientrato di recente in Italia per sottoporsi a delle visite mediche «perché - dice - a Cuba il sistema sanitario è al collasso». Ha scritto il libro “Cuba. L’ultima sfida” e sarà ospite questa sera, alle 21.30, a Monticelli, per la rassegna cultuale “Resistenza in festa”.
Com’è la situazione a Cuba?
«Complessa. Tremenda. Drammatica. Il cubano medio non riesce ad arrivare a fine mese, a garantirsi tre pasti al giorno, ma soprattutto non vede la luce in fondo al tunnel. I prezzi sono schizzati alle stelle: un litro d’olio di semi costa 5mila pesos cubani, quando uno stipendio medio è di 7.300».
La politica internazionale quale ruolo può avere?
«Le campane di Cuba suonano anche per noi. Aiutare Cuba è aiutare il mondo. I rapporti internazionali non possono essere regolati dalla forza bruta, ci sono accordi da rispettare».