Salta la caldaia, a Marsaglia scuola ancora chiusa

Lunedì l'interruzione del gas, oggi un errore grossolano dei tecnici e la scheda da sostituire. Il sindaco: «L'assicurazione coprirà il danno, ma il disagio?»

Paola Brianti
Paola Brianti
|2 ore fa
La scuola di Marsaglia, chiusa lunedì e anche domani, venerdì 17 gennaio
La scuola di Marsaglia, chiusa lunedì e anche domani, venerdì 17 gennaio
1 MIN DI LETTURA
Dopo l’interruzione a causa di una frana della fornitura del gas, che lunedì ha costretto il sindaco a rimandare a casa i bimbi che erano già entrati in classe, sarà chiusa anche domani, venerdì 16 gennaio, la scuola di Marsaglia, questa volta per un guasto alla caldaia dai tratti surreali. Stasera alle 20, il sindaco Renato Bertonazzi ha emesso un’altra ordinanza urgente dopo che, come racconta lui stesso, «Enel ha fatto saltare le schede della caldaia. I tecnici dell’azienda di energia erano al lavoro per installare la colonnina per la ricarica elettrica delle auto e per questo motivo hanno dovuto togliere la corrente. Quando l’hanno riattivata però, hanno sbagliato procedura facendo saltare la scheda della caldaia della scuola».
Un errore grossolano che comporta per un’altra giornata la chiusura di asilo ed elementari, la seconda in una settimana. «Non potevo lasciare i bambini al freddo - si giustifica il sindaco - Siamo stati al lavoro con l’idraulico a lungo per capire se avremmo potuto fare qualcosa di utile, ma serve il pezzo di ricambio. Per questo sono stato obbligato a prendere una decisione scomoda e ad avvertire le famiglie: la scuola non può aprire». Potrebbe però riaccogliere gli alunni già dopodomani, sabato 17 gennaio: in Comune si sono organizzati per recarsi di buon’ora a Piacenza a recuperare il pezzo da sostituire, «perché qui i corrieri non arrivano - precisa Bertonazzi - bisogna fare da sé».
E chi pagherà il danno? Il Comune dovrà certamente anticipare la somma indicata in fattura dal rivenditore, in attesa che l’assicurazione copra il sinistro. «Ma il disagio delle famiglie e dei bambini rimasti a casa, chi lo paga?», conclude il primo cittadino, e dal tono suggerisce che la risposta è sempre la stessa: paga la montagna e chi la abita.