Sla, donata la macchina che analizza il sangue
L'associazione Aisla ha regalato alla Pneumologia di Piacenza un emogasanalizzatore per il percorso diagnostico, terapeutico, assistenziale dei malati di Sla
Gabriele Faravelli
|1 ora fa

La donazione di Aisla - © Libertà/Gabriele Faravelli
Sono attualmente 37 i malati di SLA (24 uomini e 13 donne) presi in carico dall'Ausl di Piacenza. La qualità della loro assistenza non dipende soltanto dalle tecnologie disponibili, ma dalla capacità di portarle là dove servono davvero, accanto alla persona, nella quotidianità della malattia. È da questa convinzione che nasce la nuova donazione di Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica all'Ausl -: un emogasanalizzatore portatile destinato al reparto di Pneumologia e all'équipe multidisciplinare del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) Sla.
Alla consegna della strumentazione hanno preso parte il direttore sanitario Andrea Magnacavallo, in rappresentanza del direttore generale Paola Bardasi, Sara Chiesa, direttore della Pneumologia e Utir con il dottor Angelo Mangia, Paolo Immovilli, direttore della Neurologia, Raffaella Bertè, direttore del dipartimento Cure primarie e delle Cure palliative, Roberto Antenucci, direttore dell'Unità spinale e Gracer, Elena Braghieri, case manager delle Cure primarie, Elisabetta Merigo per Odontostomatologia e vulnerabilità e Giustina Gattoni, infermiera del Pdta. A rappresentare Aisla ha partecipato Maurizio Colombo, tesoriere dell'associazione, accompagnato dal direttore generale, Grazia Micarelli, e dalle rappresentanti della sezione piacentina, Irene e Daniela Girometta, insieme a una piccola delegazione di familiari delle persone seguite dal Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dedicato alla Sla.
L'emogasanalizzatore consente di analizzare in pochi minuti, attraverso un prelievo di sangue arterioso, parametri fondamentali quali pH, livelli di ossigeno e concentrazione di anidride carbonica. L'utilizzo dello strumento direttamente durante la visita specialistica o nel corso delle visite domiciliari consentirà di evitare spostamenti non necessari, ridurre i tempi di attesa e mettere immediatamente a disposizione dei professionisti informazioni cliniche oggettive sulle quali modulare trattamenti come la ventilazione non invasiva, la ventilazione invasiva o l'ossigenoterapia. L'impegno di Aisla a Piacenza non si esaurisce nella donazione della nuova strumentazione, negli ultimi mesi infatti l'associazione ha sostenuto anche la formazione di Valentina Romano, finanziando un master universitario in Neuropsicologia.
La presenza di competenze neuropsicologiche all'interno dell'équipe rappresenta un elemento strategico per il percorso di cura delle persone con Sla, consentendo una valutazione specialistica delle funzioni cognitive e un accompagnamento qualificato nei processi di pianificazione condivisa delle cure, favorendo una partecipazione realmente consapevole del paziente e della famiglia alle decisioni cliniche.
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