«Troppe lacune sulla morte di Paola»: studentessa suicida, scontro in tribunale

Il pm ha chiesto l’archiviazione dell’indagine su tre infermieri, la famiglia si oppone e vuole che si allarghi ai docenti universitari

Paolo Marino
Paolo Marino
|3 ore fa
«Troppe lacune sulla morte di Paola»: studentessa suicida, scontro in tribunale
1 MIN DI LETTURA
«Le lacune sono troppe, l’indagine per la morte di mia figlia non può essere archiviata». Non si arrende Enrica Bazzini, mamma di Paola Ballerini, l’aspirante infermiera di Cadeo che il 10 maggio 2022 si tolse la vita lanciandosi dalla Pietra Bismantova, in provincia di Reggio Emilia. Non accetta che l’inchiesta su tre infermieri - due donne e un uomo - coinvolti nella formazione della studentessa si concluda con un nulla di fatto.
E allarga lo sguardo, chiedendo che l’attenzione della procura si posi anche su eventuali responsabilità dei docenti della ragazza, iscritta al corso di infermieristica dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Un’esperienza che si concluse tragicamente dopo la bocciatura a un tirocinio professionale, che poi l’università sospese.
Secondo la famiglia, la morte di Paola all’età di 21 anni deve essere ricondotta alle vessazioni subite durante il tirocinio nel reparto di pediatria dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Ma non la pensa allo stesso modo la procura reggiana. Il pubblico ministero Francesco Rivabella Francia ha chiesto l’archiviazione dei tre infermieri iscritti al registro degli indagati per il reato di abuso di mezzi di correzione, aggravato dalla morte della vittima.