Venerdì Piacentini, bilancio ok: «Ma per il futuro servirà un cambiamento»

Gli organizzatori del festival tirano le somme dopo le cinque serate: "Decine di migliaia di persone in centro"

Redazione Online
|5 ore fa
Venerdì Piacentini, bilancio ok: «Ma per il futuro servirà un cambiamento»
2 MIN DI LETTURA
Si è chiusa l'edizione 2026 dei Venerdì Piacentini e ovviamente è tempo di bilanci per il Comune di Piacenza che, attraverso l'agenzia Blacklemon ha mandato in scena cinque serate che hanno richiamato migliaia di persone in centro storico. 
"Il Festival conferma la capacità di attrarre pubblici diversi e di trasformare Piacenza in un grande palcoscenico urbano diffuso - spiegano gli organizzatori nella nota conclusiva dopo l'ultima serata di ieri, venerdì 17 luglio -. Il primo dato da cui partire è quello del programma: oltre 250 eventi gratuiti, il numero più alto mai raggiunto nella storia della manifestazione. Concerti, spettacoli, sport, cultura, danza, dj set, iniziative per le famiglie, mostre, visite serali, performance e proposte gastronomiche hanno animato piazze, vie e luoghi simbolici della città. Nelle edizioni precedenti il programma aveva raggiunto al massimo quota 200 appuntamenti: il risultato del 2026 rappresenta quindi una crescita particolarmente significativa e conferma la vitalità di un format nato nel 2011".
Dunque un bilancio positivo, anche sul fronte della partecipazione: "Le cinque serate hanno registrato un ottimo riscontro di pubblico - continua il comunicato - nonostante un’estate caratterizzata da temperature molto elevate e, in una delle serate, da un temporale arrivato proprio in prossimità dell’inizio degli eventi. Anche in quella circostanza la manifestazione è riuscita a ripartire, recuperando il programma e riportando il pubblico nelle strade. Particolarmente rilevante è stata la presenza di visitatori provenienti da fuori provincia. I Venerdì Piacentini si confermano sempre più come un appuntamento di carattere turistico, capace di attirare persone dalle province limitrofe e dalle aree di Milano, Lodi, Cremona, Brescia e Bergamo. Un pubblico che non si limita a partecipare agli eventi, ma frequenta ristoranti, bar, negozi, strutture ricettive e attività del territorio, generando una ricaduta economica che interessa l’intero centro storico".
Capitolo commercio: "Importante anche il riscontro dei commercianti e dei pubblici esercizi. Per molte attività, le serate del festival rappresentano uno dei momenti più importanti dell’anno, con flussi di clientela e volumi di lavoro difficilmente raggiungibili durante un normale venerdì estivo".
E poi, ovviamente uno sguardo al futuro e alle esigenze di rinnovare un evento, anche sulla base delle "nuove abitudini delle persone - spiegano gli organizzatori -. Il pubblico tende a uscire sempre più tardi, quando le temperature diventano più sopportabili, e il momento di massima affluenza si concentra ormai nella parte conclusiva della serata. Proprio per questo, numerosi pubblici esercizi chiedono che in futuro la manifestazione possa proseguire più a lungo, almeno fino alle due del mattino. Dal loro punto di vista, l’attuale orario di chiusura rischia infatti di coincidere con il momento in cui la città raggiunge la maggiore presenza di pubblico e le attività potrebbero ottenere i risultati economici più importanti. La richiesta è comprensibile, ma deve necessariamente confrontarsi con le esigenze dei residenti, con il diritto al riposo e con la necessità di mantenere il festival pienamente compatibile con la vita quotidiana del centro storico. È questa la vera sfida delle future edizioni: trovare un nuovo equilibrio tra turismo, commercio, intrattenimento e residenza, adattando la manifestazione ai cambiamenti climatici e sociali senza perdere il rapporto con la città che la ospita".
LA FOTOGALLERY DI ISOTTA BELLOTTI E MARIA TRENTINI