Dacia Maraini sui femminicidi: «C’è chi preferisce uccidere piuttosto che cambiare»

In Piazza Cavalli la scrittrice racconta “Scritture segrete”, tra autrici dimenticate, libertà e memoria. «Le donne hanno cambiato il mondo con le parole»

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|2 ore fa
Dacia Maraini in dialogo con Maura Gancitano
Dacia Maraini in dialogo con Maura Gancitano
1 MIN DI LETTURA
«Dove sono le scrittrici?». È la domanda che Dacia Maraini si poneva da adolescente e che oggi attraversa il suo libro Scritture segrete - Le donne che hanno cambiato il mondo con le parole. In una Piazza Cavalli affollata e partecipe, in dialogo con Maura Gancitano, la scrittrice ha ripercorso secoli di parola femminile, spesso rimasta ai margini del prestigio culturale.
Maraini ha ricordato come ancora oggi le autrici occupino uno spazio ridotto nei manuali scolastici, nonostante una tradizione che attraversa mistiche, monache, rivoluzionarie, romanziere e teoriche del femminismo. Da Grazia Deledda, a lungo sottovalutata dalla critica italiana, a Emily Dickinson, Virginia Woolf, Michela Murgia e Chiara Frugoni.
La riflessione tocca inevitabilmente il femminicidio: «Alcuni uomini identificano la virilità con il possesso e se viene messo in crisi preferiscono uccidere che cambiare, è una crisi esistenziale e di identità totale, siamo in un momento di regressione e in generale la voglia di regredire mi fa un po’ paura».
Nel racconto è entrata infine anche la storia personale di Maraini: la nonna viaggiatrice e scrittrice e gli anni trascorsi da bambina in un campo di concentramento giapponese. La scrittura, così, diventa insieme libertà, riscatto e memoria.
Il pubblico che ha assistito all'incontro con Dacia Maraini
Il pubblico che ha assistito all'incontro con Dacia Maraini