Dehors nel centro storico, rivoluzione in arrivo

Entro l'anno un nuovo regolamento comunale. L'assessora Fantini: «Criteri condivisi su materiali, arredi e colori, l'obiettivo è avere un centro più ordinato»

Filippo Lezoli
|2 ore fa
Domenica mattina nel cuore della città: i piacentini seduti all'ombra dei dehors © Libertà/Filippo Lezoli
Domenica mattina nel cuore della città: i piacentini seduti all'ombra dei dehors © Libertà/Filippo Lezoli
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Per i dehors di Piacenza si prospetta una sorta di rivoluzione, di quelle dolci però, volte a mettere ordine dove al momento si procede invece per lo più caso per caso. Lo strumento per realizzarla è il nuovo regolamento dell’arredo urbano che il Comune di Piacenza si appresta a licenziare entro la fine di quest’anno.
L’amministrazione comunale, dice infatti Adriana Fantini, assessora all’urbanistica, sta portando avanti «un percorso volto a migliorare la vivibilità del centro storico e a favorirne la rivitalizzazione attraverso una serie di interventi coordinati. Tra questi, un ruolo centrale è affidato alla revisione della disciplina dei dehors, con l’obiettivo di valorizzare lo spazio pubblico e garantire una maggiore armonia tra le strutture installate dalle attività di somministrazione e il contesto storico e architettonico della città».
Colori e materiali, ma anche gli arredi scelti per i luoghi che ospiteranno gli avventori: tutto sarà studiato ad hoc. Dice infatti Fantini che «il nuovo regolamento, elaborato in collaborazione con la soprintendenza, non si limita a ridefinire gli aspetti estetici dei dehors, ma interviene anche sulle procedure autorizzative. Saranno individuati infatti dei criteri condivisi relativi alla qualità dei materiali, alla morfologia delle strutture, ai colori e agli elementi di arredo, così da costruire nel tempo un’immagine urbana più ordinata, coerente e rispettosa delle caratteristiche del centro storico. Per agevolare gli operatori economici, sarà inoltre predisposto un abaco contenente una selezione di arredi e soluzioni progettuali già valutati favorevolmente dalla soprintendenza. La scelta di queste tipologie consentirà di beneficiare di un iter autorizzativo più rapido e semplificato, favorendo al tempo stesso una maggiore uniformità degli interventi».