Foti a Tomato World: «In arrivo 10 miliardi per la Pac»

Intervento del ministro alla mostra-convegno dedicata al pomodoro da industria a Piacenza Expo

Riccardo Foti
|4 giorni fa
Il ministro Foti (primo a destra) in visita a uno stand di Tomato World
Il ministro Foti (primo a destra) in visita a uno stand di Tomato World
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È stato il ministro Tommaso Foti l’ospite principale della seconda giornata di Tomato World, la mostra-convegno dedicata al pomodoro da industria ospitata a Piacenza Expo.
Nel suo intervento, il titolare degli Affari europei, delle Politiche di coesione e del Pnrr ha ribadito l’impegno del Governo a contrastare, in sede di Commissione europea, un eventuale ridimensionamento della nuova Politica agricola comune, tema già sollevato ieri dall’europarlamentare Stefano Bonaccini.
Foti ha quindi annunciato un risultato rilevante sul fronte delle risorse: «In ragione dell’accordo del Mercosur, abbiamo ottenuto che vengano anticipati 45 miliardi di euro per la Pac negli anni precedenti al 2028. Di questi 45 miliardi, l’Italia sarà beneficiaria di circa 10 miliardi».
Il ministro ha inoltre preso parte al convegno «Il pomodoro tra innovazione e strategia», momento di confronto dell’intera filiera sulle criticità legate all’utilizzo degli agrofarmaci, i prodotti fitosanitari impiegati per proteggere le colture. E le prospettive non sono rassicuranti.
«Negli ultimi cinque anni – spiega Alessandro Piva, vicepresidente dell’OI Pomodoro da industria – abbiamo perso 52 sostanze attive per il pomodoro. Siamo preoccupati: la situazione è diventata difficilmente governabile, direi quasi drammatica, in particolare sul fronte delle malerbe. Stiamo portando avanti sperimentazioni con l’intelligenza artificiale per ridurre le sostanze attive utilizzate, ma oggi non siamo ancora pronti per partire su larga scala». Piva sottolinea inoltre che «negli ultimi quattro anni le sostanze attive utilizzate in agricoltura sono diminuite del 24%. I residui dei prodotti italiani sono ampiamente al di sotto di quelli dei prodotti importati. Il rischio è che domani ci ritroveremo con prodotto estero contenente residui di agrofarmaci molto superiori ai nostri e senza più prodotto italiano "a scaffale"».