Sicurezza dei trattori, l’allarme arriva da Roma: a Piacenza sei morti in quattro anni
Federacma rilancia al CNEL un piano da 350 milioni per la rottamazione e 25 milioni l’anno per adeguare i mezzi
Claudia Molinari
|2 ore fa

Un momento dell’incontro romano al CNEL
La sicurezza in agricoltura torna al centro del confronto nazionale: mentre a Roma, nella sede del CNEL, Federacma ha rilanciato un piano strutturale per ridurre gli incidenti legati alle macchine agricole, in provincia di Piacenza il bilancio dal 2023 al 30 settembre 2026 è di sei persone morte e cinque ferite, per un totale di 11 coinvolti.
Analizzando i drammatici dati, appare evidente che il problema a livello nazionale, ma anche locale, non riguarda soltanto la disponibilità di tecnologie più moderne, ma anche la presenza sul territorio di un parco macchine ancora caratterizzato da mezzi obsoleti e da dispositivi di sicurezza mancanti o insufficienti.
Ed è proprio questo uno dei punti sui quali Federacma ha insistito al CNEL: in Italia circolano circa 2,15 milioni di trattori, dei quali circa 1,2 milioni sarebbero privi di cinture di sicurezza integrate e 670 mila senza sistemi antiribaltamento. A fronte di circa 20 mila nuove immatricolazioni ogni anno, dal parco circolante vengono eliminati definitivamente soltanto 500 - 1.000 mezzi.
Da qui la proposta di un intervento economico pluriennale: 70 milioni di euro l’anno dal 2027 al 2031 per la rottamazione dei mezzi più obsoleti e 25 milioni l’anno, per cinque anni, per l’adeguamento dei trattori recuperabili, per un totale di 350 milioni destinati alla rottamazione.
È un tema che tocca direttamente anche un territorio come quello piacentino, dove il confronto con i dati regionali restituisce un quadro tutt’altro che rassicurante.
Nei tre anni completi 2023-2025 la provincia ha registrato cinque decessi, con un’incidenza media di circa 0,58 morti ogni 100 mila abitanti l’anno, contro 0,33 a livello regionale e 0,23 a livello nazionale. Un dato da leggere con cautela, perché una popolazione provinciale relativamente contenuta fa sì che pochi episodi possano modificare sensibilmente l’incidenza, ma che comunque segnala la gravità del fenomeno.
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