Stop ai cibi ultra-processati, il commento di Coldiretti Piacenza

Dai dati della Società Europea di Cardiologia: rischio mortalità fino al 65% più alto

Claudia Molinari
|2 ore fa
Stop ai cibi ultra-processati, il commento di Coldiretti Piacenza
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Ridurre il consumo di cibi ultra-processati è una delle strategie più efficaci per proteggere la salute cardiovascolare. È quanto emerge da un documento di consenso clinico pubblicato sull’European Heart Journal e realizzato da esperti della Società Europea di Cardiologia, coordinati tra gli altri da Luigina Guasti, Marialaura Bonaccio, Massimo Piepoli e Licia Iacoviello.
Secondo il report, gli adulti con il più elevato consumo di alimenti ultra-processati (come snack confezionati, bibite zuccherate, dolci industriali e prodotti ricchi di additivi, sale e zuccheri) presentano un rischio di malattie cardiache superiore fino al 19%, un rischio maggiore del 13% di fibrillazione atriale e un aumento fino al 65% del rischio di morte per cause cardiovascolari rispetto a chi ne consuma meno.
Questi prodotti contribuiscono inoltre all’aumento di obesità, diabete di tipo 2, ipertensione e alterazioni dei lipidi nel sangue, fattori ormai riconosciuti tra i principali responsabili delle malattie croniche.
Il consumo di cibi ultra-processati cresce in tutta Europa, con quote molto elevate nei Paesi del Nord: il 61% delle calorie assunte nei Paesi Bassi deriva da questi prodotti, contro il 54% nel Regno Unito. Situazione più contenuta nei Paesi mediterranei, dove si registra il 25% in Spagna, il 22% in Portogallo e il 18% in Italia.
In questo scenario, Coldiretti richiama il valore della dieta mediterranea come modello alimentare fondato su prodotti freschi, stagionali e poco trasformati. Frutta, verdura, legumi, olio extravergine d’oliva, cereali integrali e proteine di qualità rappresentano infatti un patrimonio nutrizionale e culturale che tutela salute e territorio.