Cervelli in fuga, però a Piacenza fanno ritorno
Negli ultimi cinque anni su 1.198 piacentini tra i 18 e i 39 anni andati all’estero, 520 sono rientrati. Il focus dei Consulenti del lavoro

Federico Frighi
|2 ore fa

Negli ultimi cinque anni oltre quattro giovani su dieci tra quelli che hanno lasciato la provincia di Piacenza per trasferirsi all’estero hanno poi deciso di tornare. Un dato superiore alla media nazionale e regionale. È quanto emerge dal focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dedicato al fenomeno dei rimpatri giovanili.
Tra il 2021 e il 2025 dalla provincia di Piacenza sono partiti verso l’estero 1.198 giovani italiani tra i 18 e i 39 anni, mentre 520 hanno effettuato il percorso inverso riportando la residenza nel territorio piacentino. In termini percentuali significa 43,4 rientri ogni 100 espatri, un valore superiore sia alla media italiana di 39,8 sia a quella dell’Emilia-Romagna, pari a 40,3.
Si tratta di un indicatore che racconta una realtà diversa rispetto alla narrazione tradizionale della fuga dei giovani. Piacenza continua certamente a perdere una parte della propria popolazione più giovane, ma riesce contemporaneamente a recuperare una quota significativa di chi aveva scelto di fare un’esperienza all’estero per studio o lavoro.
Il dato piacentino supera quello di importanti province italiane e risulta in linea con territori economicamente forti come Parma, che registra 43,5 rientri ogni 100 partenze, mentre supera la media dell’intera Emilia-Romagna. Bologna si attesta a 44,2, Ravenna a 40,4 e Modena a 38,5.
Se però si guarda ai numeri assoluti emerge anche l’altra faccia della medaglia. I 520 rimpatri registrati nel quinquennio 2021-2025 sono quasi identici ai 519 del periodo precedente. L’aumento è stato infatti dello 0,2%, una sostanziale stagnazione che contrasta con il trend nazionale. Mentre in tutta Italia i rientri di giovani dall’estero sono cresciuti del 32,9% rispetto al quinquennio precedente, e in Emilia-Romagna del 28,7%, Piacenza è rimasta praticamente ferma.

