«Evasi 2,3 milioni», la corte tributaria assolve l’azienda

Sentenza favorevole a un imprenditore coinvolto in un’indagine delle Dogane sul commercio illecito di prodotti alimentari con Paesi dell’Est

Redazione
|2 ore fa
La sede della Corte di giustizia tributaria di Piacenza
La sede della Corte di giustizia tributaria di Piacenza
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La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Piacenza ha annullato integralmente due avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una società piacentina, con sede a Rivergaro, attiva nel commercio di prodotti agroalimentari con l’Est Europa. In ballo c’erano complessivamente circa 2,37 milioni di euro tra imposte, sanzioni e interessi. Secondo l’accusa, si sarebbe trattato di soldi sottratti al fisco. Tesi smontata dalla Corte tributaria.
La vicenda si inserisce nell’inchiesta avviata dalle Dogane di Piacenza sul commercio di prodotti agroalimentari tra l’Italia e i Paesi dell’Est nella quale erano state coinvolte venti persone e otto società, con contestazioni che comprendevano, tra l’altro, l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di prodotti agroalimentari tra Piacenza, la Valtrebbia e il mercato estero, a frodi Iva, fatture per operazioni inesistenti, contrabbando e riciclaggio.
Per arrivare a mettere assieme tutti i tasselli del complesso puzzle, l’Agenzia Dogane e Monopoli ha chiesto e ottenuto dalla Procura della Repubblica di Piacenza la possibilità di effettuare intercettazioni telefoniche, di usare dispositivi di tracciamento Gps, controlli, pedinamenti, indagini bancarie e attività di cooperazione internazionale anti-frode. Attraverso un sistema di false fatturazioni, sarebbero stati esportati in Russia e Ucraina formaggio grana contaminato da botulino e olio di semi, spacciato per olio extravergine d’oliva.
La chiusura delle indagini risale al luglio 2025, ma il processo non è ancora partito.