Precariato e stipendi, i sindacati: «L’emergenza dei lavoratori fantasma»
Cgil, Cis, Uil, Sì Cobas, Usb e Ugl sulle priorità del 1° Maggio. L’attualità preme: rallenta, ci sono campanelli d’allarme

Patrizia Soffientini
|2 ore fa

Da sinistra: De Rosa, Vaghini, Bighi, Montanari, Arafat e Bussacchini
Tutte le sigle sindacali la pensano allo stesso modo almeno su un punto: lo stipendio deve essere dignitoso, deve permettere al lavoratore di fronteggiare un costo della vita in irresistibile ascesa. Poi ciascuna pone l’accento sulla sua idea di 1° Maggio. La Uil provinciale, spiega il segretario Francesco Bighi, sta facendo una campagna sui cosiddetti lavoratori fantasma. La precarietà esiste: «fino a qualche anno fa l’Inail contava da noi 1.800 contratti precari nei più svariati settori e specialmente nella logistica». Poi qui, nella logistica, c’è stata molta stabilizzazione per merito dell’azione sindacale. «La precarietà si è spostata nel mondo dei servizi, è aumentata del 60 per cento, parliamo di 13 mila contratti atipici che non sono in grado di dare né lavoro certo né salario dignitoso». Succede in cooperative, in aziende, i lavoratori non rivendicano i loro diritti «se no li schiacciano e noi facciamo fatica a raggiungerli». A denunciare, rischiano di perdere il posto di lavoro.

