Professione infermiere, ora piace di più: 298 domande al test di ammissione
Percorsi professionali diversi, e solo apparentemente distanti, nati grazie alla possibilità di poter conseguire la laurea magistrale in ambito clinico
Elena Caminati
|1 ora fa

C’è una professione che, forse più di altre, negli anni si è trasformata arricchendosi di sbocchi e nuove opportunità. L’infermiere oggi non è più “solo” in corsia ma anche in contesti nuovi all’interno di percorsi inediti e differenziati. Come l’infermiere di famiglia e comunità, oppure specializzato in cure pediatriche e neonatali e ancora in emergenza territoriale. Percorsi professionali diversi, e solo apparentemente distanti, nati grazie alla possibilità di poter conseguire la laurea magistrale in ambito clinico che si aggiunge alla triennale, più tradizionale, in coordinamento e dirigenza.
Potrebbe essere proprio questa varietà di opportunità ad aver spinto in tanti ad iscriversi al testi di ammissione per poter frequentare il corso di laurea. A livello nazionale, sono 22 mila gli studenti che oggi si sottoporranno al test, in aumento del 16,3% rispetto allo scorso anno quando erano attestate a 18836. Il dato diffuso da Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) conferma che il numero di adesioni al test è aumentato in tutta Italia, in particolare nelle università del nord. In effetti all’Università degli Studi di Parma sono 1142 le domande ricevute per i dodici corsi di laurea delle Professioni sanitarie, di cui fa parte anche Piacenza come sede distaccata presso il Collegio Morigi. Il numero complessivo dei posti è 637, comprensivi anche di quelli riservati alle candidate e ai candidati extra Ue.
Venendo alla laurea specifica in scienze infermieristiche, le domande sono 298 (per 336 posti disponibili); lo scorso anno si erano fermate a 239, confermando il trend di crescita che si registra a livello nazionale.

