Tetto al prezzo del diesel: «L’autotrasporto rischia di non avere benefici»

Buono (Fit Cisl): c’è preoccupazione, per gli alti costi difficoltà nel pianificare le tratte Gambazza (Cna): è un settore che piange

Filippo Lezoli
|2 ore fa
I taxi in stazione; nel riquadro, William Mafezzoni
I taxi in stazione; nel riquadro, William Mafezzoni
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Si sente escluso dai benefici del ribasso del costo del carburante operato da alcune delle maggiori compagnie petrolifere, per questo il mondo dell’autotrasporto teme la beffa. Le parole di Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, che segnala come molti veicoli industriali si riforniscano in extrarete, nelle cosiddette pompe bianche, quelle slegate dalle grandi multinazionali del settore e quindi al di fuori del ribasso, trovano conferma nelle preoccupazioni dei sindacati.
A partire da Salvatore Buono (Fit Cisl), che raccoglie le segnalazioni degli autotrasportatori, il quale sostiene che per alcuni di loro «il prezzo del gasolio è arrivato a più di 2,40 euro al litro, anche perché ci si basa su accordi differenti, all’ingrosso, precedentemente stipulati». «In questo momento - rompe gli indugi - sono diversi i camionisti che non riescono neppure a beneficiare del ribasso operato da Eni».
«C’è preoccupazione - ammette Buono - soprattutto per il fatto che il costo del gasolio rappresenta mediamente il 35% di tutti i costi operativi delle aziende. Qualcuna di queste ha già lamentato la difficoltà nel pianificare le tratte perché i costi diventano eccessivi, se non addirittura insostenibili».
Il motivo per cui si fatica a beneficiare del prezzo calmierato è spiegato dal sindacalista.