Il ricordo di Marco Massera diventa futuro: due borse di studio ai neolaureati di Parma

La famiglia del giovane ambientalista piacentino scomparso sulla Presanella ha scelto di trasformare il dolore in un premio universitario dedicato ai giovani e all’ambiente

Donata Meneghelli
|17 ore fa
Marco Massera - © Libertà/Meneghelli
Marco Massera - © Libertà/Meneghelli
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A quasi due anni dalla scomparsa di Marco Massera, giovane consulente ambientale e istruttore Cai morto il 22 giugno 2024 durante una scalata sul ghiacciaio della Presanella, l’Università di Parma ha consegnato due premi di laurea a lui intitolati. La cerimonia nella sede della Cascina Ambolana del campus universitario, dove il piacentino originario di Lusurasco di Alseno si era laureato con il massimo dei voti in Scienze e tecnologie per l’ambiente e le risorse.
Mamma Claudiapapà Pietro e i fratelli Ilaria, Gianluca e Manuele hanno deciso di destinare l’assicurazione sulla vita del giovane a progetti significativi: 20mila euro per il tetto della casa vacanze dell’Azione Cattolica piacentina a Resy e 30mila euro per istituire un premio universitario decennale. Ogni anno verranno assegnate due borse di studio da 1.500 euro ciascuna a neolaureati del corso magistrale Star. Dopo il liceo scientifico di Fiorenzuola e la laurea, aveva lavorato a Piacenza e il Mantovano nel settore della consulenza ambientale e della sicurezza sul lavoro.
Durante la cerimonia la moglie Stefania Demuro ne ha ricordato la grande attenzione verso l’ambiente e le persone. Commoventi anche le parole di amici e docenti. La compagna di corso Monia Magri ha parlato della sua capacità di trasmettere «fiducia, gentilezza e accoglienza», mentre il professor Pierluigi Viaroli ha sottolineato come Marco avesse scelto studi «rivolti al futuro». Il fratello Gianluca ha spiegato: «Vogliamo trasformare il ricordo di Marco in qualcosa che guarda avanti».
I primi riconoscimenti sono andati a Fabio Orlandini, autore di una tesi sul profilo economico-ambientale della trasformazione del pomodoro da industria, e a Federico Pietropoli, che ha sviluppato uno studio idrogeologico sugli idrocarburi nel sottosuolo. Il docente Antonio Bodini, relatore della tesi di Marco sulla Tav Torino-Lione, ha definito la donazione della famiglia «un grande atto d’amore e di impegno civile».