Metal detector, studenti divisi: tra i banchi si accende il confronto

La circolare dei ministri Valditara e Piantedosi apre all’uso negli istituti, senza automatismi ma con controlli mirati su richiesta dei dirigenti

Thomas Trenchi
|3 settimane fa
Metal detector, studenti divisi: tra i banchi si accende il confronto
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La sicurezza entra nelle aule. La circolare dei ministri Valditara e Piantedosi apre all’uso dei metal detector negli istituti, senza automatismi ma con controlli mirati su richiesta dei dirigenti. La misura, pensata per prevenire episodi di violenza, divide gli studenti piacentini.
Tra i banchi il confronto è acceso. «L’introduzione dei metal detector potrebbe farci sentire più sicuri, ma partire subito con misure così rigide è eccessivo», dice Giuseppe Console, 18 anni, Isii Marconi. «Prima dovrebbero intervenire educazione e dialogo. Da noi il tema della sicurezza è sentito. Ho assistito a un episodio grave, due ragazzi litigavano e uno ha accoltellato l’altro. Addirittura, sui cancelli è stato appeso un cartellone con la scritta: "Droga e maranza, il degrado che avanza"».
Al liceo Colombini, Veronica Cino, 18 anni, racconta: «Mi è capitato di sapere della presenza di coltelli vicino a me. Molti li tengono per difesa personale, altri per intimidire. Proprio per questo credo che maggiori controlli, come il metal detector, siano giusti. Ma devono essere affiancati da un lavoro educativo serio».
Critico Christian Scaroni, 18 anni, liceo scientifico Respighi: «Così sembra di curare i sintomi e non la malattia. Il metal detector può arginare qualcosa, ma non risolve rivalità e impulsi». Alessio Moroni, 19 anni, Isii Marconi, concorda: «Capisco l’emergenza dopo La Spezia, ma trasformare l’ingresso in un controllo da aeroporto aumenta la paura».
Mattia Aiello, 17 anni, liceo Colombini, parla di misura estrema: «Le scuole non sono carceri. Un controllo autoritario potrebbe alimentare il problema». Più favorevole Rebecca Marzani, 18 anni, istituto professionale Casali: «Come intervento straordinario lo condivido, ma noi studenti non dobbiamo essere visti come una minaccia». Giulia Paparo, 17 anni, liceo Gioia, aggiunge: «La tecnologia non basta, serve più attenzione alle dinamiche interne». Margherita Mandelli, 18 anni, istituto Raineri-Marcora, conclude: «Il metal detector può essere utile per garantire più sicurezza».