Minori non accompagnati, a Piacenza 93 arrivi nel 2025
La storia di Alban, simbolo della speranza che vince sul destino. Approdato ragazzino in città nel 2004 dall'Albania, oggi è ingegnere e lavora nel settore ambientale

Simona Segalini
|14 ore fa

Un gommone in partenza per l'Italia
Alban. Con un nome così evocativo della sua terra d’origine, era arrivato in Italia su un barcone partito da Valona e approdato a Brindisi. Era il 2004. All’epoca era un ragazzino, classe 1989, 15 anni o giù di lì. Il suo pellegrinaggio era terminato a Piacenza, tra le braccia dei Servizi sociali del Comune, e in virtù della legge 40 del 1998 era stato inserito nella comunità Albatros, la prima delle tre attuali, agli ex Ospizi Civili.
Alban è sul serio il simbolo della speranza che vince sul destino, quello che ti sembra già tutto scritto. Il suo destino, a casa, sarebbe stato di povertà. Soltanto nel 2025,a Piacenza, ne sono arrivati 93 come lui. Assetati di giustizia, di libertà, di futuro. Suo padre aveva perso il lavoro, sua madre - per provare a far quadrare i conti - aveva inaugurato una modesta libreria-cartoleria sacrificando una porzione della loro abitazione. Per il 15enne albanese la “fuga” in Italia è stata una fuga dalla povertà, dalla speranza che fatica a restare accesa. I trafficanti di esseri umani pretendono soldoni per questi viaggi della speranza. Talvolta viaggi tragici, quando la destinazione finale sono le acque scure come il petrolio degli abissi. Ebbene, Alban ce l’ha fatta.
Non si è fatto spaventare dai tre anni in cui ha frequentato un corso per diventare idraulico. Si iscrive al corso serale per geometri Tramello di Piacenza. Supera brillantemente la maturità, e decide. “Mi iscriverò all’università”. Detto fatto.
Il primo anno, alla Facoltà di Ingegneria di Parma, lo ha trascorso da pendolare, restando a Piacenza dove nel fine settimana lavorava no stop per un pubblico esercizio che all’epoca non chiudeva neppure di notte. Dal secondo anno di corso Alban si è trasferito a Parma, e lì si è laureato. Adesso il 36enne ingegnere lavora nel settore dell’ambiente. Ha una moglie, una bimba e una seconda che sta per venire alla luce. Nutrendo amore e riconoscenza per chi a Piacenza un giorno l’aveva aiutato a mettere le ali.

