Nasce a Cerignale il primo uliveto "sociale" dell’Appennino piacentino
Cinquanta esemplari sono stati piantati con l'obiettivo di trasformare i cambiamenti climatici in opportunità. Tutti potranno partecipare alla raccolta delle olive

Elisa Malacalza
|7 mesi fa

Alcuni abitanti di Cerignale con gli amministratori nell'area individuata sopra al campo sportivo
A Cerignale sono stati piantati per la prima volta 50 ulivi “sociali”, grazie a un progetto di resilienza ambientale promosso dal Consorzio rurale locale con il Comune e il supporto dell’Università Cattolica.
Le piante, di varietà Leccino e Leccio del Corno, sono state collocate in un terreno ben esposto sopra al campo sportivo, concesso gratuitamente da privati. L’obiettivo - spiega la sindaca Fausta Pizzaghi - è sperimentare colture sostenibili, contrastare lo spopolamento e coinvolgere la comunità: gli ulivi saranno pubblici, e tutti potranno partecipare alla raccolta delle olive e alla produzione dell’olio.
L’iniziativa, nata con il decisivo contributo del vicesindaco Marco Besozzi, trasforma i cambiamenti climatici in opportunità per rilanciare l’agricoltura di montagna. Un tempo colonia climatica, Cerignale sogna ora di diventare terra d’ulivi: una sfida agricola e sociale che guarda al futuro.
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