Dopo l'iter di Cittadella, via al confronto Comune-gestore per togliere la doppia multa
Redazione Online
|2 anni fa

Addio alle doppie multe? Forse. L’amministrazione comunale è al lavoro per trovare una soluzione all’annosa questione della duplice sanzione che viene elevata a chi parcheggia irregolarmente nelle strisce blu in città. E la tempistica non è casuale: dopo l’approvazione ieri l’altro in consiglio comunale del nuovo quadro economico-finanziario per la realizzazione del parcheggio interrato in piazza Cittadella, ora la giunta Tarasconi affronta questa spinosa partita. L’interlocutore è infatti lo stesso: Global parking solution (Gps), società concessionaria della costruzione del maxi posteggio nonché della gestione della sosta a pagamento in tutte le aree urbane di Piacenza.
Per rimuovere la doppia multa – obiettivo condiviso da centrosinistra e centrodestra – sul tavolo c’è già un’ipotesi, frutto di un confronto tecnico tra l’amministrazione comunale e Gps: una strada che sarebbe ritenuta percorribile sia dall’ente pubblico che dalla ditta privata. Adesso si starebbe cercando di approfondirla e perfezionarla. In sintesi, l’idea valutata dagli interlocutori istituzionali – e maggiormente accreditata nei corridoi di palazzo Mercanti – sarebbe di mantenere in vigore un’unica sanzione, quella prevista dal codice della strada, destinando la somma riscossa in parte alle casse comunali e in parte alla società privata. In questo modo Gps rinuncerebbe all’introito diretto della seconda multa, che oggi gli automobilisti pagano direttamente all’azienda, e riceverebbe una sorta di compensazione economica attraverso una sola sanzione.
Infatti va ricordato che dal 2014 – per scelta dell’allora giunta Dosi allo scopo di intensificare la lotta all’evasione tariffaria – chi sosta negli stalli a pagamento, oltre alla multa prevista dal codice della strada (42 euro o 25 euro), riceve un’ulteriore penale che spetta in parte all’affidatario, inizialmente Apcoa, poi Piacenza Parcheggi e oggi, appunto, la società Gps. Accade che tra l’automobilista e il gestore si perfezioni tacitamente un contratto di natura privatistica giustificato da una delibera del 2013.
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