Pd, entrano Infantino e Anelli. Fossati: «Sulla sicurezza serve una riflessione»
L’ingresso dei consiglieri di Coraggiosa. La segretaria Cucchetti: «Ora più forti». L’ex capogruppo, silurato per le sue parole sul caso Roggero, non arretra

Marcello Pollastri
|1 ora fa

Boris Infantino e Matteo Anelli, appena entrati nel Pd
La direzione provinciale del Partito democratico certifica un passaggio politico che era ormai nell’aria da settimane e lancia un segnale in vista delle elezioni comunali del 2027. Il Pd si presenta più ampio e numericamente più solido dopo l’ingresso ufficiale dei consiglieri comunali Boris Infantino e Matteo Anelli, entrambi provenienti da Piacenza Coraggiosa. Un rafforzamento che, nelle intenzioni del partito, consolida il centrosinistra e prepara il terreno alla prossima sfida elettorale.
Alla riunione di martedì sera erano presenti i due consiglieri, la segretaria cittadina Michela Cucchetti e quello provinciale Massimiliano Gobbi.
Contestualmente è stata affrontata anche la questione del dopo Andrea Fossati alla guida del gruppo consiliare. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre il gruppo si riunirà per designare il nuovo timoniere. Salvo sorprese, il ruolo dovrebbe essere affidato proprio a Boris Infantino, già capogruppo di Pc Coraggiosa.

A rivendicare il significato politico dell’operazione è stata la segretaria Cucchetti. «Era un passaggio che era nell’aria da tempo - ha spiegato -. È il frutto di un percorso costruito con compattezza e condivisione, senza alcuna imposizione. Tutto è avvenuto nella massima serenità». Un ingresso che, secondo Cucchetti, «fa uscire il Pd più forte, più consapevole e anche numericamente più consistente».
La segretaria ha poi respinto indirettamente le letture secondo cui l’allargamento del partito sarebbe una risposta alle possibili mosse della sindaca Katia Tarasconi sul fronte delle liste civiche. «Non mi stupisce che la sindaca voglia rafforzare il civismo - ha osservato -. Credo sia assolutamente normale. Il Partito democratico ha una propria piena agibilità politica e non deve temere nessuno. Anzi, un centrosinistra forte è fatto proprio dalla capacità di valorizzare tutte le sue componenti».
Nel corso della direzione è intervenuto anche lo stesso Fossati, tornando sulla vicenda che nelle scorse settimane aveva portato alla sua estromissione dal ruolo di capogruppo. Fossati ha ribadito che la presa di posizione a sostegno del gioielliere di Cuneo, Mario Roggero, rappresentava esclusivamente una valutazione personale e ha rivendicato di non aver mai cambiato idea. Anzi, da quanto trapela avrebbe ribadito, per il partito stesso, la necessità di affrontare il tema sicurezza anche sotto il profilo della fermezza in quanto al primo posto delle richieste dei cittadini.
Una posizione mantenuta senza arretramenti, nonostante qualcuno avesse ipotizzato che un atteggiamento più morbido avrebbe potuto consentirgli di conservare l’incarico di capogruppo. Fossati, invece, ha scelto di confermare fino in fondo la propria linea, rivendicandone la coerenza. Una scelta che, comunque, inevitabilmente alimenta interrogativi sulle sue future mosse politiche.

