Prime schermaglie pre-elettorali in tv, al centro piazza Cittadella e sicurezza
Nella trasmissione di Telelibertà "Dillo alla Lupa" serrato confronto tra politici di centrosinistra e centrodestra che siedono in Consiglio
Thomas Trenchi
|3 ore fa

Piazza Cittadella, decoro urbano, gestione ambientale e trasformazioni strategiche: a meno di un anno dall’avvio del percorso verso le elezioni comunali del 2027, il confronto politico piacentino è già entrato in una fase intensa. La maggioranza difende il lavoro svolto dall’amministrazione guidata da Katia Tarasconi e guarda alla prospettiva di un secondo mandato, mentre il centrodestra costruisce la propria proposta alternativa senza aver ancora individuato il candidato unitario.
Tra i temi dominanti dell’ultima puntata di “Dillo alla Lupa”, trasmissione di approfondimento di Telelibertà condotta da Marcello Pollastri e Danilo Di Trani, c'è stato il futuro di piazza Cittadella. Dopo aver dichiarato di interesse pubblico il progetto del parcheggio interrato per sbloccare una vicenda rimasta a lungo ferma, l’amministrazione comunale si trova oggi davanti a uno scenario diverso: il mancato avvio dei lavori da parte del concessionario ha portato il tribunale a restituire l’area all’ente, che ha avviato un percorso partecipativo per definirne la riqualificazione in superficie, mentre resta aperto il contenzioso sul merito.
Tra le voci più critiche quella di Luca Zandonella (Lega): «I piacentini pagano ancora oggi tariffe maggiorate nelle strisce blu, un incremento deliberato per riequilibrare il piano economico della maxi-concessione che riguardava anche il parcheggio interrato. Oggi l’area è tornata al Comune eppure i costi restano rialzati. Perché?». Sulla stessa linea Sara Soresi (Fratelli d’Italia), che chiama in causa direttamente la sindaca: «I cittadini apprezzerebbero una mea culpa. Ha sbagliato ma non lo ammette. Il ritorno dell’area al Comune è una vittoria di Pirro, perché l’ente pubblico oggi non può fare nulla su quello spazio e manca ancora il giudizio di merito del tribunale».
La replica della maggioranza arriva da Salvatore Scafuto (Pd): «Il centrodestra per cinque anni non ha fatto niente, mettendo la testa sotto la sabbia. Noi stiamo lavorando alla riqualificazione in superficie e abbiamo già stanziato un milione e mezzo di euro a bilancio». Più articolata la posizione di Stefano Cugini (ApP): «A Tarasconi va riconosciuto il merito di aver voluto sbloccare la partita, ma lo ha fatto con un’avventatezza che ha prodotto un danno per la collettività. Parlare oggi di percorso partecipato sembra una foglia di fico, dopo quattro anni in cui la sindaca ha tirato dritto».
Per Angela Fugazza (Per Pc) «i numeri dimostrano che la città sta cambiando: oltre quaranta progetti Pnrr, 69 posti in più nei nidi, tempi dimezzati per le pratiche edilizie e mille posti letto destinati agli universitari». Lo sguardo si è poi allargato alle prospettive del 2027. Intervistata durante la trasmissione, Katia Tarasconi ha escluso di temere particolarmente uno specifico sfidante: «Non c’è un singolo nome che temo più di altri. Ho sentito tanti nomi per il centrodestra, da Jonathan Papamarenghi a Sara Soresi, da Erika Opizzi a Massimo Trespidi. Ognuno di loro ha pregi e difetti, ma ci confronteremo sull’idea di città».
Sul tavolo resta anche il ruolo dei Liberali, considerati da molti osservatori determinanti negli equilibri politici cittadini. Filiberto Putzu riconosce all’amministrazione il merito di aver provato a imprimere una svolta: «È apprezzabile il tentativo di smuovere le bocce ferme, ma non sempre è sufficiente fare: bisogna anche farlo bene. Il mio voto all’amministrazione è 6+». Una valutazione che riapre inevitabilmente il dibattito sul posizionamento del movimento in vista della sfida elettorale del 2027.

