Raccolte quasi duemila firme contro il polo logistico di Gossolengo
Redazione Online
|4 anni fa

Si è chiusa a 1.920 sottoscrizioni la raccolta firme contro il progetto di nuovi insediamenti produttivi lungo strada Regina, a Gossolengo.
“Si tratta di un risultato di eccezionale e sorprendente – spiega Alberto Bettinardi, fondatore e segretario comitato che si oppone al progetto – che dimostra la sensibilità dei cittadini verso uno sviluppo economico sostenibile e la loro presa di coscienza verso tematiche che riguardano l’impatto ambientale che certi interventi possono causare, mettendo in serio pericolo la loro qualità della vita. Per sviluppo economico – aggiunge – noi sosteniamo quello che rispetti il territorio evitando inquinamento dell’aria, consumo di suolo, traffico di mezzi pesanti: tutto questo verrebbe messo in crisi dal sorgere di un polo logistico in un area adatta, invece, a insediamenti produttivi artigianali/industriali a misura d’uomo, con impatto ambientale armonico”.
La contrarietà resta dunque ferma: “Questo risultato ci dà più forza e motivazione, ma anche maggiore responsabilità nel saper gestire bene questo primo importante successo e nel continuare la nostra battaglia, sperando che tutto ciò non possa essere ignorato dalle forze politiche. Noi intanto andiamo avanti nel perseguire i nostri obiettivi, con riunioni e magari con una civile manifestazione”.
“Si tratta di un risultato di eccezionale e sorprendente – spiega Alberto Bettinardi, fondatore e segretario comitato che si oppone al progetto – che dimostra la sensibilità dei cittadini verso uno sviluppo economico sostenibile e la loro presa di coscienza verso tematiche che riguardano l’impatto ambientale che certi interventi possono causare, mettendo in serio pericolo la loro qualità della vita. Per sviluppo economico – aggiunge – noi sosteniamo quello che rispetti il territorio evitando inquinamento dell’aria, consumo di suolo, traffico di mezzi pesanti: tutto questo verrebbe messo in crisi dal sorgere di un polo logistico in un area adatta, invece, a insediamenti produttivi artigianali/industriali a misura d’uomo, con impatto ambientale armonico”.
La contrarietà resta dunque ferma: “Questo risultato ci dà più forza e motivazione, ma anche maggiore responsabilità nel saper gestire bene questo primo importante successo e nel continuare la nostra battaglia, sperando che tutto ciò non possa essere ignorato dalle forze politiche. Noi intanto andiamo avanti nel perseguire i nostri obiettivi, con riunioni e magari con una civile manifestazione”.
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