Rifiuti della Liguria in arrivo a Piacenza. L'immondizia anima il consiglio comunale
Redazione Online
|3 anni fa

Settemila tonnellate di rifiuti di Genova, Imperia e Savona in arrivo nell’inceneritore di Borgoforte a Piacenza. Lo ha stabilito la Regione Emilia-Romagna raccogliendo l’appello della Liguria in emergenza immondizia.
Come già è accaduto in passato, il nostro territorio va dunque in soccorso ad altre province limitrofe. Nello specifico, la Liguria – si spiega nella delibera della giunta Bonaccini – “ha richiesto un supporto per affrontare una situazione temporanea di emergenza (concentrata nel periodo compreso tra ottobre 2022 e la fine del 2023) nella gestione dei rifiuti urbani indifferenziati per un quantitativo complessivo di circa diecimila tonnellate per ogni semestre dell’anno 2023”. Si specifica che “i costi di conferimento e le modalità di pagamento sono pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti liguri conferenti e quello dell’impianto di destinazione sulla base dei costi di impianto per i rifiuti urbani e tenuto conto che nell’ambito del prezzo di conferimento si dovrà computare una quota aggiuntiva pari a 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato conferito a titolo di ristoro ambientale, da versare al Comune sede di impianto da parte di Iren Ambiente”.
Di immondizia si è discusso ieri in consiglio comunale per esaminare una modifica al regolamento della tassa sui rifiuti (Tari) in conformità a un provvedimento di Arera, l’autorità nazionale che sovrintende alla materia. L’argomento è stato oggetto di un duro scontro tra la maggioranza, che ha sostenuto l’urgenza di arrivare all’approvazione entro il 31 dicembre, e l’opposizione che ha contestato sotto più profili il testo presentato dall’amministrazione avanzando 48 emendamenti e tre ordini del giorno (odg). Ostruzionismo in piena regola, lo ha bollato il centrosinistra. Proposte per migliorare la delibera nella forma e nella sostanza, ha ribattuto la minoranza. Tra sospensioni per consentire l’esame dell’ammissibilità degli emendamenti (28 sono stati cassati, nove ammessi come correzioni formali, 11 discussi) e richieste di convocazioni della conferenza dei capigruppo, è andato in scena un muro contro muro che ha portato la seduta a protrarsi fino a tarda serata.
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