Polveri al cantiere del biometano di Sarmato, il comitato contesta Arpae. VIDEO
RinnoviAmo Sarmato replica alle rassicurazioni dell’Agenzia: «Le nostre analisi indicano un’elevata presenza di calcio». Chiesti i dati del sopralluogo
Redazione Online
|2 ore fa
Il comitato RinnoviAmo Sarmato torna all’attacco sulla questione delle polveri sollevate dal cantiere per il nuovo impianto di biometano Apis Pc1 nell’area dell’ex Eridania. E lo fa replicando alle rassicurazioni di Arpae riportate oggi da Libertà, contestando la ricostruzione secondo cui le nubi biancastre che nei giorni scorsi hanno interessato anche l’abitato di Sacchello Vecchio sarebbero riconducibili a normali polveri di cantiere.
Il pronunciamento di Arpae era arrivato dopo il sopralluogo effettuato l’11 agosto insieme all’ufficio tecnico comunale, alla Polizia locale, alla committenza e alla ditta Elios Ambiente. Secondo quanto comunicato dall’Agenzia e riportato da Libertà, non sarebbero emersi apparenti problemi di tossicità. Nell’area è in corso la rimozione dello strato superficiale dei terreni, destinato a essere riutilizzato nello stesso sito «previo eventuale trattamento con calce o cemento». Ad Arpae sono stati inoltre messi a disposizione i risultati di 32 prelievi, con valori indicati come «conformi ai limiti». L’Agenzia aveva comunque raccomandato, soprattutto in condizioni di siccità, di bagnare le superfici per limitare il sollevamento delle polveri.
Una ricostruzione che il comitato presieduto da Bruno Fellegara contesta. «Archiviare la nube biancastra che da giorni assedia l’abitato di Sacchello Vecchio come un fenomeno legato a normali polveri di cantiere prive di tossicità è un’affermazione scientificamente e tecnicamente inaccettabile», sostiene RinnoviAmo Sarmato.
Il comitato afferma di avere commissionato analisi indipendenti sul terreno delle ex vasche di decantazione dello zuccherificio Eridania. Secondo i risultati riferiti dallo stesso comitato, la matrice analizzata presenterebbe una concentrazione di calcio pari a 257mila milligrammi per chilogrammo di sostanza secca, dato che RinnoviAmo Sarmato traduce in una presenza del 92,24%. Per il comitato si tratterebbe dei vecchi fanghi di defecazione derivanti dall’attività dello zuccherificio, che una volta essiccati e movimentati produrrebbero una polvere molto fine.
RinnoviAmo Sarmato chiede quindi ad Arpae di rendere pubblici i dati analitici relativi alle verifiche dell’11 agosto, precisando quali parametri siano stati ricercati e con quali risultati. Il comitato solleva inoltre interrogativi sui possibili effetti irritanti delle polveri e sulla presenza di altre sostanze legate alla precedente attività industriale del sito.
Viene contestato anche il riferimento all’«eventuale trattamento con calce o cemento» contenuto nel verbale: secondo il comitato non sarebbe stato documentato alcun ingresso in cantiere di questi materiali. RinnoviAmo riferisce inoltre di avere già inviato alla società Apis Pc1 una diffida chiedendo la sospensione dei lavori.
Tra le richieste avanzate ci sono la sospensione cautelativa delle movimentazioni di terra oppure, in alternativa, l’adozione di sistemi costanti di bagnatura delle superfici e la telonatura dei mezzi. Il comitato propone anche l’istituzione di un registro delle bagnature effettuate in cantiere, così da documentare gli interventi adottati per contenere la dispersione delle polveri.
«Chiediamo ad Arpae e al Comune di Sarmato – concludono i rappresentanti del comitato – di dare corso alla trasparenza annunciata. Esigiamo l’immediata pubblicazione dei dati analitici del sopralluogo dell’11 agosto».
Gli articoli più letti della settimana
1.
Un piacentino nove secoli fa gridò: «Fel cogoza», oggi quell’insulto racconta la nascita dell’italiano
2.
L’addio degli amici a Deborah: «La sua voce illuminava i volti»
3.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
4.
Compra un camper con un assegno falso da 48mila euro, 26enne nei guai

