«Più facile intercettare le fragilità grazie all’educatore di corridoio»

Sono circa un migliaio gli studenti che, in un anno, si sono rivolti ai servizi di ascolto

Redazione
|2 ore fa
Il ritorno sui banchi è impattante anche per gli studenti del ciclo di scuola superiore
Il ritorno sui banchi è impattante anche per gli studenti del ciclo di scuola superiore
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Il ritorno sui banchi è impattante anche per quegli studenti che a scuola ci vanno già qualche anno, i ragazzi delle superiori. Per loro lo step da superare non è tanto quello dell’ambiente o dei compagni di classe nuovi, ma il ritorno alla routine scolastica. Che non è un vero e proprio ritorno alla normalità, perché per tre lunghi mesi, da giugno a settembre, tutto ha preso un’altra piega. Uscire dalla modalità vacanza per entrare in quella scuola, non è uno scherzo.
E lo diciamo senza ironia; ce lo conferma anche il pedagogista Marco Piccoli che con gli adolescenti ci lavora praticamente tutti i giorni e in un anno ha incontrato, insieme ai colleghi, circa un migliaio di studenti dai 14 ai 17 anni, molti di più quelli intercettati nelle altre attività nelle scuole elementari e medie, oratori, strada, Youthopia (l’hub urbano di aggregazione giovanile). «Gli stessi tre mesi di vacanza creano una routine, una pausa così lunga non è mai un bene – e prosegue – se poi nelle classi, nel corso dell’anno, si è lavorato sulle relazioni c’è una sana voglia di rivedersi; se invece, al contrario, le relazioni sono più slegate, il ritorno è visto come un obbligo e quindi più difficile da affrontare».
Piccoli conferma che lavorare sulle relazioni è fondamentale.