Scuola, Foti: «Il tetto del 30% serve a una vera integrazione»
Il ministro sul decreto approvato: «Il criterio è scolastico, non etnico. Dal 1990 circolari ministeriali prevedono questa soglia»

Marcello Pollastri
|2 ore fa

«Il Governo Meloni ha deciso di intervenire su un fenomeno che per troppo tempo è stato considerato inevitabile». È il ministro piacentino Tommaso Foti a difendere le nuove disposizioni sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi, a partire dal tetto del 30% per gli alunni che non possiedono un’adeguata conoscenza della lingua italiana dopo l’approvazione del decreto legge giovedì.
Secondo Foti, la misura nasce da una precisa esigenza formativa. «Il tetto del 30% nasce dalla convinzione che l’integrazione non si realizza semplicemente mettendo insieme persone diverse». Per il ministro, infatti, «un minore che frequenta la scuola deve conoscere l’italiano per poter comprendere, partecipare e avere le stesse possibilità dei suoi coetanei».
Una precisazione che Foti ritiene necessaria anche alla luce delle critiche arrivate dalle opposizioni.
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