Alla Pellegrina la “Panchina del rispetto”, per far "fiorire le persone"
E' il cuore di un percorso condiviso nato all’interno della casa di accoglienza che ospita persone con un passato, e spesso anche un presente, segnato da marginalità e fragilità sociale

Marcello Tassi
|2 ore fa

Il rispetto fa fiorire le persone. Alla Pellegrina, alle porte di Piacenza, questa frase rappresenta il cuore di un percorso condiviso nato all’interno della casa di accoglienza che ospita persone con un passato – e spesso anche un presente – segnato da marginalità e fragilità sociale. Qui il rispetto diventa un gesto quotidiano, una pratica che accompagna percorsi di ricostruzione personale e relazionale. E che, in occasione dell’8 marzo, ha preso la forma di una panchina.
L’inaugurazione della “panchina del rispetto” – donata dall’azienda Cagis di Settima di Gossolengo e successivamente riverniciata di rosso – è il risultato di un laboratorio che ha coinvolto una decina di ospiti della comunità Emmaus e della casa di accoglienza don Venturini, due realtà della Fondazione La Ricerca don Giorgio Bosini ospitate proprio alla Pellegrina. Persone di età diverse, con storie segnate da dipendenze, disturbi psichiatrici o condizioni di salute complesse, che hanno lavorato insieme in tre incontri dedicati al tema del rispetto e della parità.
Il laboratorio, condotto da Italia Orlando (responsabile comunicazione e fundraising della Fondazione e rappresentante de La Ricerca nel tavolo per le politiche di genere del Comune di Piacenza), aveva un obiettivo preciso: creare uno spazio di riflessione e consapevolezza in vista della collocazione, all’ingresso della struttura, della panchina rossa, simbolo ormai riconosciuto nella collettività per il suo significato di contrasto alla violenza sulle donne e di promozione del rispetto. Durante gli incontri sono stati realizzati due tipi di lavori. Da una parte il caviardage, tecnica creativa che, attraverso la cancellazione e la selezione di parole, permette di far emergere nuovi significati: i partecipanti hanno individuato parole chiave legate al rispetto e alle donne. Dall’altra, con strappi di carta colorata, hanno dato forma a tanti fiori.
E alla Pellegrina, dove ogni giorno si prova a ricominciare, è inevitabile pensare anche a qualcosa di più: il rispetto che fa rifiorire. «I ragazzi e le ragazze che hanno aderito a questo progetto – spiega la responsabile della comunità Emmaus, Federica Grillo – l’hanno fatto con un entusiasmo che non ci aspettavamo. Il messaggio su cui vogliamo puntare è quello del rispetto verso sé stessi: è da lì che possono affrontare questa rinascita e, soprattutto, condividere ciò che imparano qui con le persone che incontreranno in futuro».
Il simbolo della panchina rossa, infatti, non è mai neutro: parla, richiama attenzione, invita a fermarsi. Ma perché abbia davvero senso deve inserirsi in una storia, in un contesto. È quello che è accaduto alla Pellegrina. «Questa panchina – sottolinea il presidente della Fondazione La Ricerca, Enrico Corti – ha per noi un significato particolare. Qui cerchiamo di ricreare un’umanità “integrale” nelle persone: restituire calma, ricostruire legami. La panchina è un simbolo che ci aiuta a motivare ancora di più il percorso di crescita umana che stiamo portando avanti dentro questa comunità, dove le fragilità sono molto forti».
In fondo è proprio questo il senso dell’iniziativa: ricordare che il rispetto non è un concetto astratto, ma qualcosa che si impara, si coltiva e si pratica. Come un fiore che cresce piano. E che, a volte, riesce persino a far rifiorire le persone, ricordando a tutti che il rispetto è il primo passo per ricominciare.





