Clara e Ugo, poiana e gufo reale: la storia della falconiera Paula
Il legame è immediato: Non sono animali comuni, con loro si costruisce fiducia. Impari il significato del rispetto e un modo diverso di vivere la natura»
Thomas Trenchi
|2 mesi fa

All’ingresso del giardino, due occhi scuri scrutano chi si avvicina, fissi e intensi. La postura è ferma, quasi monumentale, eppure non è una scultura. L’uccello è vivo: batte le ali e lancia un verso stridulo. È Clara, una poiana. Siamo in via Pennazzi, a pochi passi dai binari, nel cuore urbano di Piacenza. Tra automobili e aree industriali, qui c'è un piccolo angolo di natura grazie a Paula Marciano, che ospita anche Ugo, un gufo reale africano. Clara, elegante e maestosa, sfoggia piume brune e rossastre e uno sguardo acuto. Ugo, imponente e regale, ha piume morbide e occhi dorati che trasmettono calma.
Paula, falconiera, è originaria di Napoli e vive a Piacenza dal 1988. Disoccupata oggi, ha lavorato come estetista e impiegata. Il legame con gli animali è immediato: «Adoro la mia poiana e il mio gufo, Clara e Ugo», racconta. «Non sono animali comuni, con loro si costruisce fiducia. Impari il significato del rispetto e un modo diverso di vivere la natura».
Clara ha 15 anni. In giardino è legata a una corda di tre metri, ma Paula la libera spesso per voli controllati lungo argini e boschi. Basta chiamarla per nome perché si posi sul guanto della padrona.
«In natura vivono 15 anni, con noi falconieri anche 30. È diffidente, ma con me c’è un legame solido. Con il falconiere precedente era aggressiva».
Il rapporto nasce lentamente: «Non si addestrano, si ammansiscono rispettando i loro tempi. Ci sono voluti sei mesi perché accettasse la mia presenza, con pasti e ripetizione del nome».
Anche Ugo riconosce il richiamo e si muove libero nel giardino la sera. «È territoriale, torna sempre. È con me da tre anni, lo considero come un figlio», sorride Paula. Bambini e curiosi si fermano a guardare, mentre lei precisa: «Li posseggo con tutte le autorizzazioni necessarie. Far conoscere questo mondo è unico: vederli librarsi e tornare è qualcosa di speciale».
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