«Diritti conquistati dalle donne frutto
dell’impegno delle nonne e mamme»

Serena Dandini (autrice del libro “Paura non abbiamo”) ha raccontato le Madri costituenti, artiste e intellettuali «architravi del Paese»

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|1 ora fa
La filosofa Maura Gancitano a colloquio con Serena Dandini
La filosofa Maura Gancitano a colloquio con Serena Dandini
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Se l’articolo 11 della Costituzione dice che l’Italia “ripudia” la guerra e non “vi rinuncia” lo si deve alle ventuno Madri costituenti che si compattarono (su 556 deputati). E se l’articolo 3 sancisce l’uguaglianza senza distinzioni anche di “sesso”, parola che prima non c’era nel testo, lo si deve a Lina Merlin e permetterà di scardinare l’esclusione delle donne da tante carriere, per esempio in magistratura, prefettura. Il fascismo aveva già frenato le donne negli studi raddoppiando per loro le tasse universitarie. Facevano paura. Ma in Parlamento portarono “la vita vera”.
È un’immersione nella qualità del contributo femminile al Paese quella che scaturisce dal dialogo fra Serena Dandini, autrice di “Paura non abbiamo” (Einaudi, 2026), tratto dal canto delle mondine e la filosofa Maura Gancitano sul palco di Piazza Cavalli (piena, entusiasta e partecipe). Si raccontano le Madri costituenti ma anche artiste e intellettuali che le hanno precedute, è una “affettuosa genealogia”. Donne che sono state “l’architrave del Paese” durante la guerra. Attraverso di loro si capisce da dove veniamo “e dove non vogliamo più tornare”.
La narrazione di Dandini è come sempre intrisa di ironia e di autoironia (»così ti porti avanti prima che ci pensino gli altri»). Ma c’è una consapevolezza serissima dietro.