Il creativo Guglielmoni a "Nel Mirino": "Piacenza deve diventare virale"
Redazione Online
|8 anni fa

“Siamounici
, ma non lo sa nessuno”. Parola diPaolo
Guglielmoni
, filosofo nerdista che ieri sera, venerdì 16 febbraio, è stato ospite della trasmissione “Nel mirino
” in onda suTelelibertà
. “Piacenza ha già tutto quello che le occorre, ma dovrebbe diventarevirale
– ha spiegato il creativo al direttore di Telelibertà e Liberta.itNicoletta Bracchi
– quando metaforicamente sculaccio la città e i piacentini lo faccio come un amante e non come un papà: vorrei muovere qualcosa, creare un po’ di pepe e adrenalina perché è quello che manca al nostro territorio”.
Sotto i riflettori è andato il percorso di un piacentino che a 18 anni ha deciso di lasciare la città: una laurea sul pensiero dialettico-critico in Filosofia teoretica a Milano e da lì via verso Cambridge per verificare un errore di traduzione nel “Trattato sulla natura umana” di Hume. Lo studio del copywriting, della scrittura creativa, è stato un altro passo in avanti per Guglielmoni che oggi ha poco più di 40 anni, insegna alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e non manca certo di bacchettare Piacenza per il suo mancato slancio creativo.
“Piacenza è già bella così com’è, bisogna saperla far vivere – ha dichiarato – la nostra è una città che già ha delle possibili dichiarazioni programmatiche capaci di “spaccare” e di creare valore: a cosa serve dunque creare una brand? È come mettere una maschera a qualcosa che già di suo è bello. Noi siamo unici, ma il vero problema è che non lo sa nessuno: per questo motivo dobbiamo far diventare Piacenza virale, mi piacerebbe lavorare su questo progetto”.
“Piacenza è già bella così com’è, bisogna saperla far vivere – ha dichiarato – la nostra è una città che già ha delle possibili dichiarazioni programmatiche capaci di “spaccare” e di creare valore: a cosa serve dunque creare una brand? È come mettere una maschera a qualcosa che già di suo è bello. Noi siamo unici, ma il vero problema è che non lo sa nessuno: per questo motivo dobbiamo far diventare Piacenza virale, mi piacerebbe lavorare su questo progetto”.
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