“La musica non cambia il mondo, ma unisce”. Al via l'Appennino Festival
Redazione Online
|2 anni fa

“La musica non cambia il mondo, ma unisce”. Parola di Ambrogio Sparagna. Partiamo da qui, dalle parole del virtuoso dell’organetto ed etnomusicologo che martedì 25 luglio sarà a Piacenza, nel chiostro dell’ex convento di Santa Chiara alle 21.30, per parlare della nuova edizione 2023 dell’Appennino Festival.
La rassegna, diretta artisticamente da Maddalena Scagnelli e organizzata grazie al contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia Romagna, del Ministero per i beni e le attività culturali e di alcuni sponsor privati, oltre che con la collaborazione di Puglia Sound e di diversi comuni del territorio, è stata presentata a Palazzo Rota Pisaroni alla presenza di Scagnelli e del consigliere di amministrazione della Fondazione Robert Gionelli, oltre che di Giuseppe Noroni dell’Associazione “Calcaterra”, dell’assessore del Comune di Travo Roberta Valla e di Fausto Ferrari in rappresentanza dell’associazione degli amici della Pieve di Vernasca.
In tutto 23 appuntamenti in programma dalla fine di luglio e che costellano agosto e settembre di grandi artisti. Con una novità: “Abbiamo pensato di proporre alcuni dei più importanti gruppi italiani che si occupano di tradizioni musicali soprattutto nel campo della cosiddetta world music – spiega Scagnelli – penso a Elena Ledda che è la più importante voce della Sardegna e sarà il 9 agosto a Rivergaro, a Maria Moramarco, da sempre impegnata nel recupero della musica di tradizione orale e ospite a Caminata il 3 agosto o a Rachele Andrioli, vincitrice del Premio Loano 2023”.
“Parlare del territorio del nostro appennino vuol dire anche andare alla scoperta dei tesori artistici, storici, architettonici – sottolinea il consigliere della Fondazione Gionelli – è una nostra mission sostenere tutto quello che è cultura e tutto ciò che valorizza il territorio sotto questo aspetto”.

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