La nuova Opera del Conservatorio in scena domenica al Municipale
Per il terzo anno consecutivo il festival affida la creazione di una nuova opera ai giovani talenti del Nicolini
Redazione Online
|3 ore fa

La musica come linguaggio invisibile capace di unire persone, storie e culture diverse è il cuore de La vera storia dell’Angelo invisibile, la nuova produzione di Fondazione Teatri e Conservatorio Nicolini di Piacenza in scena domenica 21 giugno alle 20.30 al Teatro Municipale nell'ambito della quinta edizione del Festival MusicMediale.
Per il terzo anno consecutivo il festival affida la creazione di una nuova opera ai giovani talenti del Conservatorio. Dopo le esperienze firmate da Davide Tramontano nel 2024 e da Daniele Delogu nel 2025, l'edizione di quest'anno nasce da un ampio progetto didattico e artistico che coinvolge cinque giovani studenti compositori: Michele Mazzoni, Guido Pagani, Nicolò Ricci, Riccardo Filianoti e Seyed Ali Hosseini.
Sul podio Daniele Balleello dirigerà l'Ensemble contemporaneo del Conservatorio Nicolini, mentre il Coro del Conservatorio Nicolini sarà guidato da Corrado Casati. La regia è affidata a Roberto Recchia.
Al centro dell'opera si trova il libretto di Giangiacomo Schiavi, giornalista ed ex vicedirettore del Corriere della Sera, costruito come un mosaico di racconti autonomi ma profondamente legati tra loro da richiami e suggestioni che confluiscono in un'unica narrazione. Il progetto, seguito da Barbara Rettagliati, docente di composizione, valorizza la pluralità dei linguaggi, mantenendo riconoscibili le differenti sensibilità dei cinque autori e trasformando le diversità in occasione di dialogo e incontro.
Anche la dimensione tecnologica e interdisciplinare occupa un ruolo centrale. Riccardo Dapelo, docente di composizione e musica applicata alle immagini, ha fatto sì che il lavoro si sviluppi attraverso videoscenografia, live electronics, sistemi interattivi e audio immersivo, offrendo agli studenti l'opportunità di confrontarsi con le modalità contemporanee di creazione del teatro musicale.
Il carattere internazionale dell'iniziativa è ulteriormente sottolineato dalla presenza di studenti provenienti da diversi Paesi e di tre costumiste provenienti da Verona Accademia, rendendo il palcoscenico un luogo in cui mondi lontani trovano nella musica una lingua comune e una narrazione che guarda a ciò che unisce più che a ciò che divide.


