Manuela e l'amore per il violino: «La musica è una compagna di vita»
Prosegue il viaggio di "Storie di voi". Appuntamento nelle edizioni di oggi del Tgl con Manuela Mosca, violinista nell'Orchestra del maestro Muti

Marcello Tassi
|2 ore fa
C’è un silenzio che Manuela Mosca conosce bene. Non quello dei grandi palcoscenici, ma quello più semplice e intimo che prende vita quando resta sola con il suo violino, prima di iniziare a suonare. Un silenzio fatto di respiro, ascolto, di mani che cercano la giusta posizione. È lì che Manuela si riconosce davvero: in quell’attimo raccolto in cui la musica non è ancora suono, ma emozione allo stato puro. A vent’anni appena compiuti, la giovane violinista piacentina ha già imparato a dare forma a quell’intimità con naturalezza e profondità. È lei la protagonista della nuova puntata di Storie di voi, in onda oggi durante le edizioni delle 13.15 e delle 19.30 del TGL, sul canale 76 di Telelibertà.
La sua è una storia che corre veloce, ma senza strappi. Un percorso costruito con pazienza, studio e curiosità, iniziato quando aveva sei anni. «L’amore per il violino è sbocciato anni fa, per puro caso: un’insegnante cercava giovani musicisti da avviare allo studio della musica, io ero interessata e mia mamma ha deciso di portarmi alla prima lezione. Da lì ho scelto di continuare». Da quel momento, Manuela non si è più fermata. Dopo il triennio accademico, oggi frequenta il biennio al Conservatorio Nicolini con il maestro Antonio De Lorenzi, ma il suo sguardo si è presto allargato oltre i confini cittadini. «Grazie alle opportunità offerte dal Conservatorio ho potuto intraprendere un percorso Erasmus di un anno al Conservatorio Reale di Bruxelles, nella classe di Valery Oistrakh. Studiare la cosiddetta “scuola russa”, un approccio completamente diverso, mi ha dato davvero tanto». Un’esperienza decisiva, che le ha permesso di preparare al meglio l’audizione per l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”.
L’ingresso nell’orchestra fondata da Riccardo Muti ha segnato una svolta. Expo di Osaka, concerti internazionali, fino alla serata solenne in Vaticano – lo scorso dicembre – davanti a Papa Leone XIV. «Essere diretti da Riccardo Muti è uno dei sogni più grandi per un musicista. Muti richiede un livello professionale altissimo, ma con un’energia quasi familiare: con noi si comporta come fossimo i suoi nipoti».
E il futuro? «Devo ancora perfezionarmi molto e concludere gli studi, poi mi auguro di vincere un concorso in orchestra, magari come primo violino, e trovare il mio posto. La musica per me è una compagna di vita: suonare equivale a emozione e divertimento insieme». Un equilibrio raro, come quel silenzio iniziale che Manuela sa già trasformare in volo.
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