“Piacenza vola alto”, obiettivo Capitale della Cultura 2033

E' il titolo della puntata di ieri sera di “Nel Mirino”, più che azzeccato per descrivere quello che vuol fare la nostra città in vista di questo importante obiettivo

Gabriele Faravelli
|1 ora fa
“Piacenza vola alto”, obiettivo Capitale della Cultura 2033
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La partita è appena iniziata, ma si dovrà attaccare fin da subito per poterla vincere. Con questa metafora calcistica si riassume perfettamente con quale spirito Piacenza sarà chiamata ad affrontare la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. I singoli ci sono, il talento anche, ora occorre mettere tutto insieme come in una vera squadra. “Piacenza vola alto” è il titolo della puntata di ieri sera di “Nel Mirino”, più che azzeccato per descrivere quello che vuol fare la nostra città in vista di questo importante obiettivo.
Nello studio della conduttrice Nicoletta Bracchi ne hanno parlato il direttore di “Libertà” Gian Luca Rocco e la giornalista Eleonora Bagarotti insieme al vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli e al professore del Politecnico di Milano sede di Piacenza Stefano Stabilini. «Già da ora dobbiamo iniziare a pensare in grande – ha detto Rocco – Piacenza ha un alto grado di benessere e di sicurezza e dobbiamo tutti fare in modo che voli ancora più in alto. La nostra città ha tanti pregi, dal punto di vista logistico poi ha un vero punto di forza, però per vincere questa sfida serve “emulsione”, da soli non si va da nessuna parte e bisogna fare rete con ogni realtà possibile.
La Regione Emilia Romagna ci supporterà e spero che lo faranno pure Lombardia e Liguria proprio perché ci troviamo in un punto strategico anche per loro». Di progetti da fare invidia nel campo della cultura ce ne sono, uno di questi, come ha sottolineato Bagarotti, è l'orchestra CinqueQuarti, «un'idea avuta insieme alla dirigente Simona Favari che all'epoca, contro l'opinione di tante persone, dimostrò che era vincente e fattibile. Oggi riunisce centinaia di bambini all'insegna della formazione e dell'educazione con laboratori e workshop ed è anche su questi valori che dovremmo basare il nostro lavoro per la candidatura. Abbiamo poi il corso di musica elettronica alla XNL che ci rende all'avanguardia, insomma, tanto da cui partire».
«La candidatura è un sogno che deve diventare realtà» dice con sicurezza Magnelli, secondo il quale si deve fondare sui concetti di «identità e giovani: chi meglio di loro ci può aiutare a crearne una veramente forte? Serve anche fiducia negli altri, ognuno deve partecipare con la propria unicità a un progetto collettivo. Dovremo fare diventare Piacenza una vera esperienza culturale e rappresentante del nostro Paese in Europa, non tanto inventarci un evento in più: il nostro bando Youthbank è un esempio da seguire perché offre proprio la possibilità ai giovani di ideare e creare vere esperienze e progetti concreti partecipando a tutto il processo di realizzazione».
La candidatura è inoltre un'occasione per ripensare la città in termini di spazi. Piacenza, come ha aggiunto Stablini, «è un crocevia di vie storiche come la Postumia e ha tantissimi luoghi da rigenerare: la cultura ne ha bisogno e la città ha dimostrato di essere competente con iniziative come il recupero dell'ex macello e la creazione della XNL, ma ci sono manufatti dell'ultimo secolo che possono essere recuperati come l'ex rimessa motori del Berzolla». Magnelli ha suggerito anche «San Lorenzo, a breve verrà riaperta e sarà uno spazio in più per la musica». La chiosa perfetta è di Rocco: «Più che l'obiettivo è il viaggio che conta, Piacenza Capitale Europea della Cultura 2033 sarà una grande esperienza che ci permetterà di creare nuove connessioni e spazi di qualità»