Wine Fest nel segno del passito e dei prodotti a "chilometro zero"
Redazione Online
|5 anni fa

Salumi, funghi, formaggi e ovviamente tanto, ma tanto vino. Era esposto il meglio della Val Tidone nei venti stand, presenti domenica a Trevozzo, nell’ultimo appuntamento del Val Tidone Wine Fest – Smart Edition, dedicato al passito e ai vini frizzanti.
Al taglio del nastro dell’ultima giornata, oltre alla vicepresidente della Provincia Paola Galvani, erano presenti tante fasce tricolori, rappresentanti dei comuni del piacentino, a testimoniare la voglia condivisa di dare un segnale di speranza, di fiducia e di nuove prospettive economiche a partire, per esempio, dalla valorizzazione dei prodotti De.Co della Val Tidone: Il tartufo di Pecorara, la patata di Busseto, la Coppa arrosto e i tortelli verdi di Ginepreto, i Batarò di Trevozzo. “I prodotti tipici, uniti alle tradizioni, indicano che bisogna cogliere il meglio dal passato per rendere più ricco e percorribile il presente della nostra gente – ha ricordato nel suo intervento il sindaco di Alta Val Tidone Franco Albertini -. Dietro a questa festa del vino possiamo vedere un grande lavoro di squadra con le realtà locali.
Ospite d’onore di questa edizione il celebre giornalista-gastronomo Edoardo Raspelli. “Queste manifestazioni sono fondamentali per la valorizzazione del territorio, specialmente in un periodo come questo, quando cioè si deve ripartire dopo mesi di blackout totale – ha affermato Raspelli -. Infine sono contento di essere qui perché sono molto legato a questa terra; mio padre scriveva per Libertà, quotidiano dove ho esordito come giornalista a 16 anni intervistando un allenatore di calcio. Bei tempi”.
A margine della manifestazione la mostra “Luci e ombre della Valtidone”, concorso fotografico dedicato alle bellezze e alle contraddizioni del territorio.
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