«Garante della coesione sociale. Violenze ai sanitari, pronti a tutelarli»
L’intervista a Patrizia Palmisani, prefetta di Piacenza. «Sicurezza? Si persegue in squadra». Immigrazione? «Sì, ma prima il rispetto delle regole»

Marcello Pollastri
|10 mesi fa

C’è il rigore tipico di chi ricopre un incarico istituzionale come quello di prefetto. E affiora spontaneo quando si parla di sicurezza «da perseguire a 360 gradi, in squadra»; di lotta alla droga che «è devastante»; di contrasto al disagio giovanile, di immigrazione che «è una risorsa ma sul rispetto delle regole non si transige».
Ma c’è anche il sorriso che si apre sul suo volto quando la si tocca sulle sue passioni, i viaggi (la Thailandia per dire uno degli ultimi), il golf «che ho appena iniziato a praticare», ma soprattutto la musica con gli adorati Pink Floyd. Non c’è bisogno di informala sui 50 anni di “Wish You Were Here”. La nuova prefetta Patrizia Palmisani ci accoglie nel suo ufficio a Palazzo Scotti da Vigoleno, dove si è insediata a fine luglio sostituendo Paolo Ponta. Ha i minuti contati perché dopo di noi deve incontrare una delegazione di sanitari e di rappresentanti delle forze dell’ordine. L’ultima aggressione a un medico impone di intervenire subito e concretamente.
A circa un mese e mezzo dal suo insediamento come prefetta di Piacenza, Patrizia Palmisani ha concesso una intervista a Libertà.
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